Province senza risorse, botta e risposta Maroni-Livio

Villa Saporiti, sede della Provincia di Como Villa Saporiti, sede della Provincia di Como

Il bastone e la carota. Roberto Maroni affronta il nodo gordiano della riforma delle Province non con la proverbiale spada – in grado di tagliare la corda aggrovigliata – ma con una manovra di accerchiamento.
Se lo Stato toglie, la Regione dà. A margine di un incontro tenuto ieri a Venegono, il governatore lombardo è andato all’attacco. «Il governo ha tagliato il 100% dei trasferimenti alle Province e molte Regioni hanno tagliato fino all’80% dei trasferimenti – ha detto Maroni ai giornalisti – Noi, invece, abbiamo proposto alle Province lombarde di ridurre i trasferimenti da 214 milioni a 205 milioni, con un taglio di soli 9 milioni di euro. Un taglio ridicolo e sostenibilissimo».
Un taglio che le Province non hanno tuttavia accolto. «Ci hanno detto di no – ha infatti spiegato il presidente della giunta lombarda – A questo punto ne prenderemo atto e ci riprenderemo tutte le competenze, perché ormai le Province non riescono a fare più nulla e, non potendo andarci di mezzo i cittadini – ha concluso Maroni – questa è la soluzione migliore. La Regione si prende tutte le competenze e fa ciò che le Province non riescono più a fare, e chiudiamo le polemiche».
Alle considerazioni politicamente taglienti del governatore ha replicato sempre ieri la presidente della Provincia di Como (e sindaco di Olgiate), Maria Rita Livio.
«Ciò che racconta Maroni non è del tutto vero: dei 214 milioni di trasferimenti, l’ultima cifra messa sul banco era in realtà di 180, togliendo i soldi del trasporto pubblico. Maroni dice di volersi riprendere le competenze? Il mio interesse primario sono i cittadini – afferma Livio – Inutile tirarci l’un l’altro la corda o rivendicare un servizio. L’importante è fare. La Regione dice: ci riprendiamo le competenze. Bene. Lo facciano. Ciò che conta è garantire i servizi a tutti i cittadini comaschi».

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