Provincia di Como in bilico secondo due modelli: crescono Rt e casi ogni 100mila

Militari piazza Duomo Como

Zona arancione per indice Rt di contagiosità, gialla per numero di casi ogni 100mila abitanti negli ultimi 7 giorni, ma rossa per rapporto tra casi e letti liberi negli ospedali.
Non è affatto rassicurante la fotografia che gli esperti di dati hanno scattato nelle ultime ore dalle provincia di Como. L’unico sollievo è che al momento il Lario non è stato ancora attaccato in modo deciso dalle varianti, che invece in Lombardia sono in fase «primaria» e potenzialmente esplosiva a Brescia, Bergamo e Monza. Mentre in proporzione, secondo la mappa del rischio per l’impatto delle mutazioni del virus in Italia, elaborata da Alberto Gerli, ingegnere veneto specializzato in Texas, per il “Corriere della Sera”, potrebbero «deflagrare» tra Milano, Varese e Cremona.

Sono diversi i modi di valutare l’impatto del virus, ma nessuno degli indicatori utilizzati consente di pensare ad allentare le misure di contenimento del contagio. Iniziamo con l’indice Rt, della contagiosità. Il modello elaborato da Davide Tosi, docente del Dipartimento di Scienze teoriche e applicate all’Università dell’Insubria, sulla pagina di divulgazione scientifica “Predire è meglio che curare” vede tutta la Lombardia inesorabilmente in arancione a causa dell’Rt calcolato il 21 febbraio.
«Come abbiamo sempre detto e ripetuto – spiega Tosi – sono molti gli indicatori che devono essere guardati, con un occhio al dato storico e uno ai trend futuri. Questo è semplicemente un modello molto semplificato rispetto alle valutazioni fatte dall’Istituto Superiore della Sanità e dal Comitato tecnico scientifico», aggiunge.
Il modello prevede due province rosse, ovvero Verbano Cusio Ossola in Piemonte e Rimini in Emilia. Como ha un valore alto di Rt: 1,171, ma resta nella fascia arancione delle province.



La seconda mappa dell’Italia divisa per territori arriva da Paolo Spada, medico chirurgo vascolare all’Humanitas di Milano, da anni divulgatore e autore di “Pillole di ottimismo”, che colloca Como tra il giallo e il rosso. I dati sono calcolati questa volta al 20 febbraio.
La provincia comasca, con 202 casi ogni 100mila residenti negli ultimi 7 giorni rimane “gialla”, ma si trova per valori assoluti al 22° posto in Italia. La classifica è condotta da Bolzano con 527 casi, quindi Bologna a 385. La provincia di Como risulta seconda in Lombardia, dopo Brescia con 326, ma peggio di Varese con 175 e Milano con 140. Un secondo modello di Spada, che abbiamo imparato a conoscere in questi giorni di pandemia, mette invece in relazione questo dato (contagi ogni 100mila abitanti) alla capacità della sanità territoriali. Ovvero ai letti liberi negli ospedali sia per i pazienti Covid sia per le altre patologie. Numero tutt’altro che elevato in Lombardia, dove la sanità ha fatto scelte di eccellenza negli ultimi anni, ma ridotto sensibilmente i letti. Questo valore è 147 contro 289 del Veneto. Ecco quindi che Como passa in zona rossa (sono due i colori della mappa, verde e rosso), insieme con Monza, Varese, Brescia e Mantova. «Quest’idea che piace al ministro Speranza di mettere tutta Italia in zona arancione, per arginare le cosiddette “varianti”, non mi trova affatto d’accordo – scrive Spada – anzi la trovo insensata. Meglio proseguire nella direzione di isolare maggiormente i focolai, e di istituire zone rosse per provincia».

Articoli correlati

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.