Provincia, psicodramma in casa Pd sulla presidenza

Politica e territorio
Oggi vertice del gruppo dirigente per sbrogliare la matassa del duello Livio-Gaffuri
La corsa per la presidenza della Provincia diventa un percorso a ostacoli. Soprattutto in casa Dem, dove la sfida a distanza tra il sindaco di Olgiate Comasco, Maria Rita Livio, e il sindaco di Albese con Cassano, Alberto Gaffuri , rischia di trasformare una annunciata, paciosa competizione in un duello da pellicola old western, in stile Sergio Leone tanto per intendersi.
Il quadro che si compone di ora in ora è a tinte confuse. Molte le variabili sul terreno, moltissime le incertezze legate alla mobilità (e labilità) degli schieramenti in campo.
Orientarsi non è semplice. Anche perché i diretti protagonisti giocano la rispettiva partita a distanza. Per spiegare quanto sta accadendo è assolutamente necessaria una premessa tecnica.
Il prossimo 21 settembre scadono i termini di presentazione delle liste per il rinnovo del consiglio provinciale e delle candidature alla carica di presidente di Villa Saporiti.
La platea elettorale è composta dai 1.732 consiglieri in carica nelle assemblee civiche di 153 comuni lariani, oltre che dal commissario straordinario di Montorfano.
Questi “grandi elettori” – attraverso un complesso sistema ponderato che assegna un numero di voti più o meno proporzionale al numero di cittadini rappresentati – indicheranno su schede diverse il presidente della Provincia e i 12 consiglieri.
Per candidarsi alla guida di Villa Saporiti occorrono 261 firme di altrettanti consiglieri comunali (il 15% della platea elettorale). Per presentare una lista bastano invece 87 firme (il 5% del totale degli aventi diritto).
I partiti e alcuni gruppi civici sono in attività da settimane per costruire liste e candidature. L’elevato numero di sottoscrizioni necessarie per individuare un presidente ha di fatto smorzato (quando non cancellato) molte velleità personali. L’ipotesi che sembra venire avanti come la più credibile è la convergenza di quasi tutte le forze politiche su un unico nome indicato dal Partito Democratico.
Questo perché i Dem, dopo l’ultima tornata amministrativa, hanno una rappresentanza maggioritaria nei consigli comunali del Lario.
Il punto è che in casa Pd sono almeno due i sindaci che vorrebbero ottenere la nomination: come detto, Maria Rita Livio e Alberto Gaffuri, i quali rappresentano aree e sensibilità differenti. La prima, che è già stata in consiglio provinciale nell’ultimo mandato elettivo, è iscritta al Partito Democratico e appare più vicina alla corrente bersaniana.
Il secondo, invece, pur non essendo iscritto al Pd, è da sempre un fan di Matteo Renzi. Una sfida politica, quindi, ma anche generazionale. Che richiama in sedicesimo quanto avvenuto a livello nazionale quando l’allora sindaco di Firenze bruciò le tappe del classico cursus honorum diventando, in breve tempo, prima segretario nazionale dei Democratici e poi addirittura presidente del consiglio.
Livio e Gaffuri hanno creato con il loro antagonismo una situazione difficile da gestire in casa Pd, dove non è tuttora chiaro alcun orientamento sul nome del possibile candidato alla presidenza. Questa mattina, nella sede di via Regina, una riunione ristretta dei dirigenti provinciali (allargata ai due parlamentari e al consigliere regionale) tenterà di trovare una via d’uscita che possa essere condivisa dalla maggior parte degli eletti iscritti al partito.
In linea di massima, il Pd dovrebbe decidere di consultare nei prossimi giorni i propri consiglieri comunali disseminati in tutta la provincia e stabilire su quale nome puntare. Questa sorta di primaria di secondo livello potrebbe favorire il sindaco di Olgiate, Maria Rita Livio. E qui sta il punto critico. Alberto Gaffuri, infatti, non pare intenzionato a mollare il colpo. Anzi, avrebbe intenzione di andare avanti, anche contro un’eventuale indicazione ufficiale dei Democratici.
Situazione ingarbugliatissima, al cui scioglimento non contribuiscono gli altri attori sulla scena.
Il centrodestra è diviso. Con ogni probabilità, la Lega presenterà una propria lista senza dare alcuna indicazione sul nome del presidente. Forza Italia, invece, potrebbe confluire sul nominativo indicato dal Pd per la presidenza, scegliendo in questo modo un atteggiamento istituzionale nella fase costituente della nuova Provincia. La lista degli azzurri potrebbe invece essere integrata dalla presenza di candidati indicati da Fratelli d’Italia e dal Nuovo Centrodestra, ma per avere certezze si dovrà attendere ancora qualche giorno. Discorso a parte merita invece la componente civica legata ai sindaci di Cantù, Claudio Bizzozero, e di Fino Mornasco, Giuseppe Napoli.
Ieri, a Villa Calvi, sede di rappresentanza del municipio canturino, la lista civica ha tenuto una riunione aperta per fare il punto della situazione. Allo stato dei fatti sono una settantina i consiglieri comunali che hanno aderito all’idea di una lista fuori dai partiti. Secondo il portavoce di questo schieramento, Giuseppe Napoli, «è scontata» la presenza nella competizione per il consiglio provinciale.
Più difficile sembra, almeno in questo momento, la presentazione di una candidatura per la presidenza. Le 261 firme necessarie appaiono come uno scoglio quasi insormontabile. Venerdì prossimo è già stato fissato un nuovo incontro per tirare le somme conclusive.

Da. C.

Nella foto:
La Provincia avrà presto un nuovo governo. Il prossimo 12 ottobre i consiglieri comunali lariani voteranno infatti presidente e consiglio. I partiti stanno ultimando le liste ma non mancano scontri interni che rischiano di creare difficoltà, soprattutto in casa Dem

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