Provincia senza soldi per ripulire il lago. In riva al Lario divampa la polemica

Il battello spazzino Il battello spazzino

I rifiuti, complice il vento della notte scorsa, almeno per ora si sono allontanati dal fronte lago. Ma il recente spettacolo del primo bacino invaso da detriti di ogni genere continua a far discutere. E a far divampare le polemiche contribuisce anche la concomitante notizia, arrivata martedì, della mancanza dei fondi, in amministrazione provinciale, necessari per garantire la pulizia del lago. Il tutto con un battello spazzino in riparazione a Lodi e un altro perennemente attraccato e senza carburante a soli 36 giorni dalla partenza di Expo, prevista per il 1° maggio.
«È sconsolante rendersi conto di come, in questa città, esistano dei problemi impossibili da risolvere. La lista è purtroppo molto lunga ma limitandosi a quest’ultima emergenza mi sembra incredibile ridursi in tale maniera – afferma Enzo Molteni, presidente della Canottieri Lario, storica associazione sportiva cittadina che ha sede in viale Puecher – Non avere poche migliaia di euro per assicurare decoro e pulizia a una delle risorse principali del turismo cittadino è inammissibile».
E inevitabilmente, vivendo a ridosso del confine elvetico, emergono i paragoni. «Il parallelo con il Lago di Lugano è per noi mortificante – aggiunge Molteni – Là tutto è miracolosamente in ordine forse perché c’è maggior cura e attenzione anche all’utilizzo delle risorse. Noi, come Canottieri, stiamo organizzando un grande evento, in associazione con le altre realtà di canottaggio, per coinvolgere cittadini e turisti che, con Expo, saranno molto più numerosi del solito. Certo è che se il lago dovesse presentarsi nelle condizioni degli ultimi giorni, lo annulleremo», conclude Molteni.
A pochi metri dalla Canottieri Lario, in fondo alla diga foranea proseguono intanto i lavori per allargare il tondello che ospiterà l’opera di Daniel Libeskind, fortemente voluta dall’associazione Amici di Como. «Il lago sporco? È capitato in passato e succederà di nuovo in futuro – dice Daniele Brunati che segue giorno dopo giorno la realizzazione del monumento “The Life Electric” – Sono convinto che entro breve chi di competenza troverà le risorse necessarie. Intanto, sul fronte dell’opera di Libeskind posso dire che oggi, attraverso piccoli fori praticati nella gettata di calcestruzzo speciale posato sul tondello, abbiamo iniziato a iniettare una resina speciale che serve per consolidare la struttura».
Allibito per l’apparente immobilismo degli enti preposti alla pulizia del Lario anche l’imprenditore Luigi Moresi, passato agli onori della cronaca per aver installato, nell’ottobre del 2014, a proprie spese, una serie di foto d’epoca per migliorare l’immagine della recinzione che delimita il cantiere sul lungolago tra piazza Matteotti e l’inizio di viale Geno.
«Tutti vedono quanto accade in questa città. Dal lungolago alle strade, alla sporcizia nel Lario – sbotta Moresi – Sembra però che gli unici a non rendersi conto di quanto non funziona siano propri coloro i quali hanno il potere di intervenire».
«L’opera del battello spazzino è decisiva per garantire lo splendore del nostro magnifico lago, attrazione imprescindibile per i turisti – interviene infine il presidente dell’Aero Club di Como, Giorgio Porta – I soldi vanno trovati».

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