Pubblicizzano il bar hard: in due a processo

Vicenda pruriginosa a Olgiate Comasco
Avevano affisso lungo la strada cartelloni dell’“Oceano” di Lugano
La pubblicità del bar “Oceano” di Lugano, quello che sul sito Internet si professa come il «primo bordello ufficiale della Svizzera italiana», fatta lungo le vie cittadine di Olgiate Comasco, finisce con il costare caro ad un 33enne del paese e ad un suo amico di Lugano (55 anni). Per entrambi infatti la Procura di Como – pubblico ministero Alessandra Bellù – ha chiesto il rinvio a giudizio con l’accusa di favoreggiamento della prostituzione.
L’udienza preliminare di fronte al giudice
Maria Luisa Lo Gatto è stata fissata per il 11 luglio alle ore 10. Una storia strana, quella di cui stiamo parlando, che risale al periodo compreso tra il 29 marzo e il 13 aprile del 2010.
Il 55enne ticinese, che gestiva la pubblicità per conto del bar “Oceano” di Lugano, chiese all’amico di Olgiate Comasco di interessarsi per trovare degli spazi lungo le vie del paese lariano su cui appendere i cartelloni.
Manifesti con in primo piano una donna nuda ripresa di schiena parzialmente coperta da una bandiera elvetica. Sulla pubblicità, poi, le scritte “senza censura” e “sesso sano e sicuro” e gli indirizzi mail baroceano.ch e quickflirt.ch. Una affissione durata 15 giorni che non passò inosservata in paese, scatenando le proteste di alcuni cittadini che a loro volta chiamarono gli agenti della polizia locale. Nacque così l’esposto in procura e l’indagine chiusa in queste ore con la richiesta di rinvio a giudizio per i due uomini, difesi dall’avvocato Walter Gatti e dal legale Loredana Breviario. Una vicenda pruriginosa che partì, come detto, dalla richiesta (fatta dai due a processo) alla concessionaria di pubblicità del comune di Olgiate, la Aipa.

Mauro Peverelli

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