Pugno all’autista del bus dopo la lite. Doppia condanna per padre e figlio

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Per un diverbio viabilistico in centro a Como

Il tamponamento, l’inseguimento, l’interruzione della corsa di linea tra Erba e Como. E, buon ultimo, un pugno sferrato all’autista del torpedone, che causò la perdita dei sensi all’aggredito e una prognosi di 10 giorni.
Per quell’episodio di violenza, andato in scena in pieno centro città tra Sant’Agostino e l’angolo tra via Petrarca e via Briantea, ieri mattina sono state lette due sentenze di condanna. Il giudice monocratico ha

infatti riconosciuto colpevoli padre e figlio di Tavernerio – rispettivamente di 61 e 36 anni – chiamati a rispondere a vario titolo alle accuse di interruzione di pubblico servizio, lesioni, ingiurie e minacce. Assolto invece il terzo imputato, ovvero il genero. Padre e figlio hanno rimediato sei mesi a testa, più 8.000 euro di risarcimento del danno (5mila il padre, gli altri il figlio). I fatti risalgono al 28 ottobre 2010.
All’origine di tutto pare ci fosse stato un alterco viabilistico, nato forse dopo un tamponamento.
Il litigio si trascinò lungo la Cappelletta, poi fino a Sant’Agostino e lungo la Briantea. A questo punto il 36enne, al volante di una Fiat Punto, si mise di traverso lungo la carreggiata bloccando il pullman. A supporto, su un’altra auto, arrivarono padre e genero. Il 61enne scese dall’auto, salì sull’autobus e colpì l’autista con un pugno. La corsa – nel trambusto generale – venne inevitabilmente soppressa. Ieri si è arrivati alla lettura della sentenza. La difesa – avvocato Simone Gatto – aveva tentato di far pesare «la provocazione da parte dell’autista», che «nonostante il tamponamento non si era fermato e aveva proseguito la corsa senza degnarsi di rispondere alle lamentele del danneggiato». Ma alla fine il giudice ha comunque condannato il padre e il figlio.

M.Pv.

Nella foto:
L’intervento della polizia locale subito dopo l’aggressione all’autista nell’ottobre 2010

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