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«Puntare sulla cultura, ma deve cambiare la mentalità»

Intervista all’assessore Sergio Gaddi«Evitare il declino del capoluogo è possibile, ma bisogna scommettere sui grandi eventi»(f.bar.) «La sopravvivenza di Como deriva dalla capacità di rendere attrattiva la città tutto l’anno. Mi fa piacere che si parli delle grandi mostre come di un possibile catalizzatore turistico anche nei mesi freddi». Parole di Sergio Gaddi, assessore alla Cultura di Palazzo Cernezzi nonché “padre” dei grandi eventi di Villa Olmo.Con un pizzico di legittimo orgoglio Gaddi interviene sul tema “città aperta” 12 mesi all’anno.«Si parla di un’esposizione anche nella stagione

fredda? È giusto. Lo sostengo da tempo e le idee certamente non mi mancano – aggiunge sempre l’assessore alla Cultura del Comune di Como – Soltanto quando si capirà che il declino potrà essere evitato investendo in cultura potremo riuscire a rilanciare la nostra città. Purtroppo, per ora a questo settore vengono destinate sole le briciole. Il fatto però che inizi a passare questo messaggio mi conforta». E in effetti anche i numeri parlano chiaro.«Oltre 700mila visitatori complessivi durante gli anni dei grandi eventi. Esposte opere per un valore totale di oltre un miliardo di euro. Ma anche tagliandi staccati per 4 milioni di euro», dice Gaddi. Cifre confortanti. Ma l’assessore ha anche da muovere pesanti critiche. «Si sta ragionando su come far vivere la città tutto l’anno? Compito arduo, perché il vero problema di Como è la mentalità di chi ci abita – sbotta Gaddi – In troppi non prestano attenzione all’arte e alla cultura e pensano soltanto al loro spazio vitale». Ma tornando all’idea di allestire una grande mostra d’inverno, le idee sono precise.«Nessun problema. O meglio, io so quanto sia difficile organizzare un simile evento. Ormai ho un’esperienza consolidata – dice Gaddi – E affermo che sarebbe sicuramente un mezzo potente per richiamare turisti in riva al lago. I visitatori, infatti, vogliono respirare un clima positivo, dinamico e stimolante. E la cultura è il veicolo migliore per diffondere questa sensazione. In più, noi possiamo aggiungere anche la bellezza del nostro territorio». Ma non è tutto. «Dovremmo riuscire a estendere a tutto l’anno il successo dei 4 mesi dell’evento di Villa Olmo», conclude l’assessore.

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