Cronaca

Pusiano, al via la contestata variante. Oggi la passerella ufficiale dei politici

altVenti mesi dopo la consegna delle offerte
L’ex assessore al Bilancio della Provincia: «Obbligati a farla»

In tempi di crisi, tutto è possibile. Anche un’offerta con il 35% di ribasso sulla base d’asta per la costruzione di una variante stradale in parte prevista in galleria. Una variante il cui costo iniziale era stato fissato in 33 milioni.
Se, alla fine, i 10 milioni di euro che segnano la differenza tra la domanda e l’offerta saranno davvero risparmiati, lo dirà soltanto il tempo. Intanto, non sono pochi coloro i quali intrecciano dita e toccano ferro. Perché i

precedenti, almeno in Italia, non incitano propriamente all’ottimismo.
D’altronde, basta farsi un giro lungo le sponde del Lago di Como (lungolago e paratie) o del Ceresio (variante di Valsolda) per toccare con mano i disastrosi esiti di cantieri annunciati con squillanti suoni di tromba e finiti nel pantano di ritardi, cambiamenti di progetto e incrementi astronomici di spesa.
La galleria di Pusiano – questa l’opera di cui stiamo parlando – muove oggi i suoi primi passi. A distanza di quasi 2 anni dalla presentazione delle offerte, avvenuta alla fine di marzo del 2012, l’ente locale appaltatore della nuova infrastruttura (l’agonizzante Provincia) consegna il cantiere alla ditta valtellinese che si è aggiudicata i lavori.
Una consegna che avviene, ovviamente, davanti ai giornalisti e con il corollario indispensabile dei discorsi ufficiali.
Poco meno di 2,2 km – in parte in galleria, in parte in superficie – costeranno (forse) 23,6 milioni di euro, poco più di 10mila euro al metro. Il condizionale è d’obbligo, visto anche il ribasso d’asta molto sostenuto e i potenziali imprevisti sempre in agguato quando si tratta di opere complesse.
In ogni caso, si chiude oggi un capitolo molto lungo e dominato dalla discussione sull’opportunità della costruzione della stessa variante. Ostinatamente voluta dalla Lega e da una parte del centrodestra (quello che faceva riferimento agli amministratori erbesi di Forza Italia), la variante di Pusiano è stata più volte sull’orlo di essere abbandonata al suo destino.
Soprattutto per la mancanza di risorse. Per dare il definitivo via libera, l’allora assessore ai Lavori pubblici di Villa Saporiti, Pietro Cinquesanti, chiese e ottenne una sorta di magheggio finanziario e contabile dopo che lo Stato aveva d’imperio decurtato di una decina di milioni i fondi inizialmente stanziati per l’opera. Cinquesanti confidava pure in un poderoso ribasso d’asta (poi puntualmente arrivato).
A settembre di due anni fa, quando la variante di Pusiano sembrava essere tornata in bilico, era stato l’assessore al Bilancio, Patrizio Tambini, a motivare politicamente le ragioni che puntellavano la grande opera: «Dobbiamo farla – diceva Tambini – perché a questo punto non possiamo più fare diversamente. Anche la Regione ci ha chiesto di portare fino in fondo la procedura di appalto del tunnel».
Senza appalto i soldi sarebbero evaporati verso altri interventi. E inutilmente, in consiglio provinciale, era stato chiesto ripetutamente di trovare la strada giusta per dirottare i fondi a disposizione verso cantieri più utili e necessari.
Non è stato fatto. O forse, più banalmente, non è stato voluto. Il risultato, comunque, è l’avvio dei lavori. Mentre gli oppositori, ormai rassegnati, hanno deposto le “armi”.
Le ruspe non si fermano. D’altronde, Pusiano non è la Val di Susa e il tunnel comasco non è la Tav.

Nella foto:
Uno degli svincoli della variante così come ricostruito dai progettisti attraverso il programma di simulazione computerizzato
6 Novembre 2013

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