Reportage

Pusiano, crepe nelle case vicine al nuovo tunnel

altI vigili del fuoco sfollano due famiglie in attesa di verifiche sulle abitazioni
L’espressione “sfollati” evoca di solito terremoti, alluvioni, frane o altre calamità naturali. A Pusiano, a spingere i vigili del fuoco a far sfollare due famiglie è stato il cantiere per la realizzazione di una Variante che, nel 2016, dovrebbe deviare le macchine dal centro abitato del paese. I residenti a ridosso dell’area della futura galleria sono stati costretti a lasciare temporalmente le loro case in attesa di verifiche su gigantesche crepe che non promettono nulla di buono.

Due come detto le famiglie sfollate, mentre sono otto complessivamente quelle che, all’interno dello stesso complesso residenziale, lamentano danni nelle abitazioni, a loro dire provocate dai lavori in corso per il consolidamento del terreno in vista dello scavo del tunnel di Pusiano.
«Con mio marito e mio figlio ci siamo trasferiti in albergo, mentre i nostri vicini hanno trovato una soluzione alternativa in un’abitazione» dice Marisa Castelnuovo, che ieri mattina è tornata a casa per prendere alcuni oggetti personali e verificare che i tecnici avessero posizionato gli strumenti di misurazione.
«C’è stata una riunione in Comune e ci hanno detto che poi sarebbero stati posizionati alcuni vetrini per misurare eventuali variazioni delle crepe – spiega la donna, che da 25 anni vive nella casa che ora vede a rischio – Sono venuta a controllare i danni».
Sui muri del nastro adesivo per fissare gli strumenti di monitoraggio.
«Le crepe in casa mia sono lì da vedere – dice – Anche i miei vicini però hanno grossi problemi. C’è chi non riesce più a chiudere bene la porta o chi ha le crepe nelle piastrelle. Personalmente sono convinta che le crepe abbiano iniziato a formarsi quando sono iniziati i lavori di iniezione di cemento. Prima avevamo avuto disagi legati alla polvere, al rumore o alle vibrazioni ma nulla di più grave».
Il gigantesco macchinario per l’iniezione del cemento svetta proprio dietro il complesso di abitazioni dal quale sono state sgomberate due famiglie. Impossibile non notarlo, così come è costante il viavai di camion e dei mezzi di cantiere. In quella stessa zona sarà scavata la galleria della variante di Pusiano.
«Non ci è mai stato spiegato a cosa andassimo incontro – dice sempre Marisa Castelnuovo – Non abbiamo mai avuto informazioni precise e ora dobbiamo fare i conti con questa situazione. Abbiamo investito i sacrifici di una vita in questa casa e vederla ridotta in queste condizioni è terribile. Queste notti, in albergo, non riusciamo neppure a dormire per la tensione e la preoccupazione».
I responsabili del cantiere della variante di Pusiano hanno assicurato che, qualora ci saranno danni accertati, i proprietari delle abitazioni saranno risarciti e gli edifici saranno sistemati.
«Mi sembra il minimo – ripetono i residenti nell’area a ridosso del cantiere – Al momento però questo non è certo sufficiente a tranquillizzarci».
Il cantiere per la variante di Pusiano è stato aperto all’inizio del mese di novembre del 2013. L’opera costerà alla Regione oltre 23 milioni di euro e prevede un percorso che si sviluppa per una lunghezza di 2.160 metri, di cui 544 in galleria artificiale, 816 in galleria naturale e il resto a cielo aperto. La strada sarà realizzata con carreggiata a due corsie, una per ogni senso di marcia.
La nuova arteria consentirà di evitare il transito dei veicoli dal centro abitato del paese. La chiusura dei lavori è prevista per il mese di autunno del 2016. Il progetto è stato anche oggetto di pesanti critiche, soprattutto per l’impatto ambientale. Tra i principali oppositori i gruppi ambientalisti e Gerolamo Gavazzi, responsabile dell’omonima fondazione e proprietario dell’Isola dei Cipressi, un’oasi naturale che si affaccia proprio davanti all’abitato di Pusiano.

Anna Campaniello

Nella foto:
La crepa nel muro
Marisa Castelnuovo mostra i danni alla sua casa, una crepa che si è formata dopo che è stato aperto il cantiere. Sulla fessura è stato applicato un fessurimetro (fotoservizio Mattia Vacca)
28 maggio 2014

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