Cronaca

“Deluso dai miei colleghi. Accantonato per il Cencelli”

altIl voto per il presidente del consiglio
Sapere: «Sostenuto dalla minoranza ma non dal centrosinistra»
C’è sempre una fierezza particolare nelle parole di quel socialista “antico” e sempre nuovo che è Vincenzo Sapere. Un misto di cocciutaggine e (talvolta smisurato) orgoglio che è difficile riconoscere in molti sciapi figuranti della politica locale di oggi. Dev’essere per questo che, ieri pomeriggio, il consigliere eletto nelle file di Paco-Sel ha lasciato trasparire l’enorme amarezza per ciò che sta avvenendo in queste ore in consiglio comunale.

Il nodo è l’elezione del nuovo presidente dell’assemblea cittadina dopo le recenti dimissioni dell’ex presidente, Franco Fragolino. Al momento della scelta del possibile successore, una parte del Pd e della lista Como Civica ha messo il veto sul nome di Sapere. Il quale – ironia della sorte – sarebbe invece appoggiato pure dai gruppi di opposizione (anche in contrapposizione al nome che piace soprattutto al sindaco, ossia l’attuale capogruppo del Pd Stefano Legnani). Sapere – che, conscio del muro nei suoi confronti alzato da una parte della maggioranza, ha rilanciato proponendo Ada Mantovani (Adesso Como) – guarda già oltre. Ma il dispiacere personale traspare evidente.

 

«E cosa devo dire? – dice Sapere rispondendo al telefono – L’altra sera ho già ringraziato la minoranza che ha proposto il mio nome ai gruppi di centrosinistra. È stato un gesto gentile, che forse risponderà anche a qualche logica politica, ma che credo sia frutto soprattutto della valutazione sui miei tanti anni in consiglio, al di là delle idee diverse che si possono avere». C’è da dire, in effetti, che Sapere ha già svolto il ruolo di vicepresidente del consiglio con ben 3 “titolari” diversi (Alessandro Colombo, Sergio Gaddi e Mario Pastore, tutti di Forza Italia, ndr). Dunque la conoscenza del mestiere non gli manca. «Però questo non basta alla maggioranza di cui faccio parte, evidentemente – ribatte lui – Infatti, non soltanto il mio nome non è stato proposto, ma quando è saltato fuori so per certo che più d’uno ha detto di no. Ne ho preso atto e quindi ho comunicato in aula che non avrei potuto accettare l’indicazione proveniente dalla minoranza, indicando a mia volta Italo Nessi, che ha rifiutato, e Ada Mantovani».
Sul perché il centrosinistra non lo voglia, Sapere un’idea se l’è fatta. «Beh – dice lui con una risata – I gruppi, i partiti, le liste devono dividersi i posti con il Manuale Cencelli, e io non rientro in quegli schemi. Eppure, per non mettere in difficoltà nessuno, non ho partecipato ad alcuna riunione in cui si parlava del nuovo presidente del consiglio».
Resta, però, l’amarezza di fondo, peraltro in un periodo non facile anche sul piano personale a causa di un lutto familiare molto recente. «Ma quello non c’entra nulla – afferma Sapere – Che io stia vivendo un momento difficile è vero, ma non va mischiato con la politica. Su questo secondo fronte, posso solo dire che evidentemente per i miei colleghi non merito alcun riconoscimento. E va bene così. Io e il mio compagno di lista, Luigino Nessi, voteremo Ada Mantovani per le prime due votazioni. Poi, quando basterà la maggioranza semplice, convergeremo anche noi sul candidato del Pd, Legnani». Il quale, domani sera, potrebbe essere eletto compiendo la volontà di chi non gradiva Sapere.

Emanuele Caso

Nella foto:
Vincenzo Sapere è stato rieletto consigliere comunale nel maggio 2012 con la lista Paco-Sel
21 Mag 2014

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