Qualità della vita, imparare a reinventarsi

opinioni e commenti di marco guggiari

di Marco Guggiari

Come sempre, prima di Natale, il “Sole 24 Ore” presenta la classifica della qualità della vita nelle province italiane. È una consuetudine che dura ormai da trent’anni. La graduatoria si basa su 42 diversi indicatori dai quali dovrebbe scaturire il responso sui luoghi più “vivibili”. Il nostro territorio si piazza al 36° posto su 107 realtà del Paese, ma perde quattro posizioni. Poco male, se non fosse che la tacca con il meno, in Lombardia, oltre a noi riguarda soltanto Sondrio. Dunque, sebbene di poco, abbiamo peggiorato la nostra situazione, pur piazzandoci a cavallo tra la coda del primo e l’inizio del secondo terzo della tabella. Siamo messi bene per tutto ciò che riguarda i soldi. Depositi in banca e tutto ciò che si fa con il denaro. Male invece per cultura e tempo libero: librerie, sale cinematografiche, spesa per spettacoli. È un dato che si può leggere in due modi diversi. Il primo: Como e i comaschi si concedono poco divertimento e ancor meno distrazioni, tutti presi dall’etica del lavoro che da sempre li governa. Oppure, il secondo: non sono interessati alla cultura. E questo sarebbe un mezzo guaio, perché anche la cultura fa crescere, da più punti di vista. Poi facciamo registrare risultati negativi nell’ecosistema urbano (63°) posto, nel rischio idrogeologico (74°), nel numero di laureati (75°). E se l’ultimo dato fa pensare anche al fatto che sul Lario si trova lavoro più facilmente che altrove, i primi due rinviano invece ad aspetti preoccupanti. Ecosistema è una parola un po’ difficile, che fa riferimento a diversi fattori: la mobilità (come la gente si muove), la gestione dei rifiuti, il contenimento degli sprechi, gli spazi destinati ai pedoni, per fare qualche esempio. Su questo complessivo versante il Comasco deve migliorare molto. La riprova è il vertice della classifica del “Sole 24 Ore”, che premia Milano e la sua provincia, davanti a Bolzano e ad Aosta. Per la metropoli meneghina è la prima volta nella storia. E se il primato le viene riconosciuto nonostante il pessimo risultato relativo a rapine e scippi (91° posto), malgrado il nostro stupore il capoluogo regionale vanta anche la medaglia d’argento per ambiente e servizi, una delle cosiddette macro-aree prese in considerazione nell’indagine. Como e il Comasco, in questo caso, si situano soltanto in 45ª posizione. Del resto, tocchiamo con mano ogni giorno i problemi del traffico, dei parcheggi, degli spazi ridotti destinati a chi cammina o va in bicicletta. Più in generale, colpisce la valutazione su Milano fatta dall’associazione degli industriali: «È il coronamento di tanti sforzi e investimenti in una città che ha saputo reinventarsi». Ecco una parola chiave per l’agenda 2019 di Como.

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