Cronaca

QUANDO ALCUNI CITTADINI SONO PIÙ UGUALI DEGLI ALTRI

di GIORGIO CIVATI

Il principio violato
Tutti uguali, anzi no. Perché qualcuno evidentemente – anche se non si capisce perché – è più uguale degli altri. Migliore, grazie al certificato di residenza. George Orwell e la sua “Fattoria degli animali” non c’entrano: qui, semplicemente, stiamo ragionando di parcheggi. Dei posteggi del nuovo ospedale Sant’Anna, che più o meno tutti pagano. Tutti più o meno, tranne gli abitanti di San Fermo della Battaglia.
Da ieri quella che appare ai più come una macroscopica quanto ingiustificata

ingiustizia è realtà. Pierluigi Mascetti, il sindaco decisionista del paese, ha infatti prima preteso poi, da ieri appunto, applicato questo “balzello”, esentando i suoi concittadini. Loro, gli abitanti di San Fermo, il parcheggio del nosocomio comasco non lo pagano, gli altri invece sì. E poco importa se l’ospedale è comasco, addirittura dell’intera provincia. Non “roba loro” ma nostra, di tutti. Importa niente anche che un ospedale non sia un luogo di svago: andarvi è un’esigenza spesso triste, a volte drammatica, non è come andare al cinema, dove la sosta – paradosso dei nostri tempi, evidentemente – invece è gratuita.
Nella ipotetica graduatoria delle stranezze, questa insomma rischia di essere ai primi posti. Per l’idea in sé che viola principi di uguaglianza tra cittadini, ma pure per una buona dose di pressappochismo che ha caratterizzato la messa a punto dell’ospedale.
Partiamo dall’idea, balzana a dir poco. Il sindaco Mascetti ha dato scarso spazio alle discussioni, ai distinguo, alle obiezioni. “Posso farlo, lo faccio”, ha più o meno detto. E se è vero che era in suo potere prendere una decisione del genere, visto che la gestione dei parcheggi dell’ospedale è affidata al Comune di San Fermo, introdurre davvero una simile disuguaglianza su carta intestata del Comune appare francamente eccessivo. Non c’è logica, non c’è motivo vero, plausibile. E una parte considerevole degli stessi residenti di San Fermo della Battaglia farebbe volentieri a meno di questo privilegio.
Quel che appare però ancora più sintomatico di una carenza di base, di un pressappochismo diffuso tra i nostri amministratori e politici, è che tutto ciò sia stato reso possibile da accordi preliminari per niente lungimiranti, affatto logici. Se, infatti, il primo cittadino di un piccolo Comune come San Fermo – ci perdonino gli abitanti, è semplice raffronto con il capoluogo – si può permettere di minacciare di bloccare tutto; se può condizionare pesantemente un’opera come l’ospedale principale di Como, per i parcheggi ma non solo, se a questo siamo arrivati, tutta la colpa non può essere del brusco Pierluigi Mascetti. A lui va ovviamente tutto il nostro biasimo per un’idea che non condividiamo affatto. Agli altri – sindaci, assessori, funzionari, politici e amministratori in genere, ben più titolati del primo cittadino di San Fermo – come minimo una tirata d’orecchie.
La prossima volta che progettate un’opera pubblica del genere, pensateci bene. Meglio di quanto avete fatto per il nuovo Sant’Anna.

4 gennaio 2011

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