Cultura e spettacoli

Quando Como era romana

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Storia – Un’opera molto attesa intitolata alla memoria dello studioso Giorgio Luraschi

La strenna culturale comasca da mettere sotto l’albero questo Natale? Se si vuol regalare un libro che rimarrà nei prossimi decenni, è disponibile il secondo tomo del primo volume della monumentale “Storia di Como” edita dalla Società Archeologica Comense, dedicato al periodo che va dalla romanizzazione del capoluogo lariano alla caduta dell’impero romano (196 a.C. – 476 d.C.).
Si tratta di un’opera molto attesa quanto imponente, un volume di 332 pagine con 270 immagini a colori e

in bianco e nero. Doverosa la dedica alla memoria del professor Giorgio Luraschi, l’insigne latinista e archeologo nonché docente di Diritto Romano e fra i padri della Università dell’Insubria. Il volume infatti contiene il suo ultimo articolo, quasi un lascito testamentario e un ulteriore atto di affetto a favore della cultura comasca. Luraschi presenta la storia di Como romana dal II secolo a.C. al V secolo d.C., ricostruisce le vicende della conquista di Comum da parte dei romani e cerca di ipotizzare anche il luogo della battaglia finale avvenuta nel 196 a.C. Seguono le varie fasi storiche della romanizzazione, della colonia latina per giungere alla fondazione di Novum Comum a opera di Giulio Cesare nel 59 a.C. e analizza di seguito le vicende della città e del suo territorio sino all’epoca tardo-imperiale, presentando con vivacità e precisa documentazione i diversi aspetti storici, sociali ed economici.
L’ archeologia è il filo rosso del volume. Ad esempio, Fulvia Butti esamina i reperti legati al periodo della romanizzazione e i primi secoli della nostra era. Isabella Nobile De Agostini presenta le testimonianze archeologiche relative alla piena epoca imperiale, dal ritratto di Augusto velato capite agli scavi più antichi delle necropoli venute alla luce lungo l’antica strada Regina tra Camerlata e Borgovico per giungere a quelli più recenti dell’area di via Benzi. L’urbanistica di Como romana è ricostruita da Stefano Maggi che ubica il foro romano di Como in piazza San Fedele. Da parte sua Rodolfo Bargnesi approfondisce l’organizzazione del territorio illustrandone le divisioni agrarie e i collegamenti con Milano, il Nord delle Alpi e Bergamo. Plinio il Vecchio e Plinio il Giovane sono poi oggetto dello studio di Claudio Moreschini. Viene poi narrata la Como che da romana diventa cristiana nei secoli IV e V. L’opera può essere prenotata tramite il sito www.storiadicomo.it.

Lorenzo Morandotti

Nella foto:
A sinistra, la statua di Plinio il Vecchio sulla facciata del Duomo. Sopra, il volume
21 Nov 2013

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Redazione Corriere di Como redazione@corrierecomo.it


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