Quando Dante Isella visitò lo scrittore Linati a Como

Carlo Linati

Nel 2009 Adelphi pubblicò un prezioso libro di memorie del compianto professor Dante Isella, critico e filologo insigne scomparso nel 2007 e studioso in particolare di autori della “linea lombarda” tra cui i comaschi Giuseppe Parini e l’ironico “scapigliato” Carlo Dossi. Il libro si intitola Un anno degno di essere vissuto (pp. 158, 12 euro) e racconta l’incontro dell’allora giovanissimo studioso Isella con il grande filologo romanzo Gianfranco Contini all’Università di Friburgo nel 1944. E tra i ricordi fra letteratura, studio e vita di cui è costellato il volumetto spicca appunto una serie di pagine dedicate a Linati. È la fine della prima estate del dopoguerra, e Isella sta lavorando alla sua tesi di laurea sulla lingua e sullo stile di Carlo Dossi. Per accedere alle sue carte, si rivolge proprio a Linati con un biglietto di presentazione vergato da Contini. Il programma è di arrivare a Rebbio in bicicletta, «in epoca di trasporti pubblici disastrati – commenta – il mezzo di gran lunga più rapido». Ma il fratello di Isella, Ugo, si offre di portarlo con il suo camion. Giunto alle porte della località lariana, però, è ancora presto per presentarsi allo scrittore che la raccomandazione continiana definisce «illustre». Isella non conosce bene i luoghi, ha solo frequentato Canzo durante il corso per allievi ufficiali e la vicina stazione Nord di Camerlata da cui prendeva il treno per la natia Varese. In un’osteria, trangugia due caffè chiedendo informazioni sullo scrittore. Poi, diretto verso via “Monte Caprino”, indirizzo di Linati, s’imbatte nella bottega di un barbiere che così descrive: «C’era entrando un odore di scialbatura recente (…) L’arredo era tutto in uno specchio appeso al muro con davanti una sedia comune e in un piccolo attaccapanni di legno». Il critico si concede, oltre al racconto di guerra dell’artigiano, una spuntatina. Quindi si reca all’appuntamento. «Linati prontamente mi fornì le credenziali necessarie», annota. Poi, tornando verso Camerlata e la stazione delle Nord, lo incrocia di nuovo, «elegante sportsman in bicicletta».

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