QUANDO I SINDACATI SONO FUORI DAL TEMPO

di GIORGIO CIVATI

Sciopero per l’apertura dei negozi il 1° maggio
Che ingenui: pensavamo che i sindacati dovessero tutelare i lavoratori, e quindi in senso più ampio il lavoro. E invece, alla luce di quanto sta avvenendo proprio in questi giorni, scopriamo che a Como non è così. Quel che accade è presto detto. Domenica, che è anche il Primo Maggio, dal municipio è arrivato l’ok alle aperture dei negozi. Siamo a Como, c’è il lago, tempo permettendo è praticamente estate. E nonostante un lungolago imbarazzante, strade da Camel Trophy e parcheggi scarsi

, anche domenica Primo maggio la città dovrebbe riempirsi di turisti.
Una domenica di vacanzieri è infatti obiettivo ghiotto, di quelli da non lasciarsi scappare in tempi di consumi asfittici come questi: ci pare che uno sforzo si possa fare. Per questo il sindacato che annuncia scioperi contro un Primo maggio di lavoro per i negozi ci sembra anacronistico, fuori dal tempo. Questi sono anni in cui il pane si trova fresco anche la domenica, al cinema si può andare anche da mezzanotte in avanti, un libro si acquista anche in tarda sera. Giusto o sbagliato che sia, è così. Adeguarsi a questa situazione, pur con tutte le cautele e i correttivi del caso – anche monetari, perché no, per commessi e commesse – significa avere una possibilità in più. Ignorare lo stato delle cose, invece, rappresenta un passo indietro, una mezza sconfitta.
Peccato, perché il recente passato ha visto spesso i sindacati protagonisti di vere e proprie rivoluzioni culturali. Con posizioni tese a tutelare l’intero tessuto economico, l’azienda magari a discapito di singoli posti di lavoro. Doloroso, ma inevitabile. Allo stesso modo, ci pare che fare di Como una città più attraente dal punto di vista turistico – anche di domenica, anche il Primo Maggio – sia obiettivo primario, traguardo a lungo termine, base su cui costruire il benessere anche futuro non dei soli commercianti, ma di tutta la città.
Avessero lottato per una qualche maggiorazione salariale, per un recupero maggiore delle ore lavorate in più, i sindacati avrebbero avuto – per poco che conta – il nostro pieno appoggio. Dire solo e semplicemente “no grazie” a un’occasione di lavoro ci vede invece in pieno disaccordo. Poveri lavoratori, se questo è il modo di rappresentarli.

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