Quando la tecnologia fa rima con solidarietà
di Mario Guidotti, Opinioni & Commenti

Quando la tecnologia fa rima con solidarietà

di Mario Guidotti

Maurizio era contentissimo per quel contratto di ricerca ottenuto a Perth. Sì, l’Australia era un po’ lontanina, ma la vita va presa con le occasioni che offre, soprattutto se così ghiotte. In pochi anni ha fatto rapidamente carriera e qualche soldino (appunto, lontano dall’Italia) e dopo il posto di ricercatore è diventato anche professore. Felicissimo, con il solo brutto pensiero di lasciare la mamma sola a Como. Era rimasta vedova da giovane e aveva speso tutta la vita nel crescere e far studiare quell’unico figlio. Eccome se lo aveva fatto studiare. Ma, in fondo, pensava Maurizio dall’Australia, la mamma è ancora giovanile, in ottima salute ce la farà soprattutto se sostenuta moralmente dai successi del figlio, anche se così lontano. Succede però un giorno che mamma Luisa viene trovata sperduta in un quartiere non lontano da casa. I vicini sempre molto solidali avvertono Maurizio che si precipita in Italia e la porta alla nostra osservazione. Luisa ha una forma iniziale di Alzheimer, se ben curata e gestita potrà vivere ancora da sola, ma non per molto tempo. Mai al mondo avrebbe lasciato la sua casa per avvicinarsi al figlio, perché lì aveva tutto il suo mondo e i suoi ricordi. Inoltre, i cambiamenti ambientali radicali fanno precipitare queste forme. Ecco allora che Maurizio trova la soluzione. La tecnologia può annullare le distanze. Tramite Internet riesce a gestire dall’Australia tutta l’amministrazione e gestione della mamma e anche fisicamente Luisa stessa, attrezzando la casa con una serie di web camere, sensori e controlli domotici. Certo, non solo tecnologia, ma anche solidarietà: quasi tutti i vicini di casa diventano controllori di Luisa. Spostamenti, bisogni, spesa, amministrazione, gestione dell’immobile, farmacia, medico di base. Tutto viene condiviso. Attenzione: non spostato su altri, per non privare Luisa dell’autonomia residua che se messa in campo può rallentare l’evoluzione dell’Alzheimer. Maurizio da 12.000 chilometri segue la mamma quasi come se fosse in casa con lei tramite la Rete. Lei non lo sa, o non lo capisce, o fa finta di non capirlo. Non sapremo mai infatti, nonostante i nostri strumenti diagnostici, quali pensieri alberghino in questi malati. Grazie a tutti questi provvedimenti Luisa è riuscita a vivere in autonomia nella sua casa per tre anni. Sembrano pochi ma sono stati un regalo enorme. Talune aziende hanno contattato Maurizio per replicare il modello, perché di questo di è trattato, che potrebbe essere implementato in tantissime altre realtà non solo di malati ma anche anziani fragili che vorrebbero rimanere autonomi nelle proprie case. Ma la tecnologia è niente senza la solidarietà umana. Perché non dimentichiamo che quando Luisa cadeva il telefonino di Maurizio lo allertava immediatamente, ma erano i vicini di casa solidali che andavano da lei per farla rialzare.

22 ottobre 2018

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