Quando l’ora legale è un problema. «Recuperate subito il sonno perduto»

altLo specialista
(a.cam.) Malumore, sonnolenza, mal di testa. Quel giro delle lancette forzato, per rispondere ai dettami dell’ora legale, a qualcuno proprio non va giù.
Sessanta minuti rubati al sonno che, giurano i più sensibili al cambio del ritmo sonno-veglia, altera l’orologio biologico e scatena problemi destinati a trascinarsi ben oltre la fatidica domenica del cambio dell’ora.

«Eviterei di drammatizzare in modo esagerato perché si tratta pur sempre di un’ora – dice Marco Arnaboldi, primario di neurologia del Sant’Anna, esperto di disturbi del sonno – Certo, le persone ipersensibili possono risentirne e subire qualche alterazione, ad esempio sonnolenza durante il giorno». 

Chi soffre di mal di testa e cefalea, continua lo specialista, «di solito tollera male il cambio del ritmo sonno-veglia. Ci può essere un po’ di malumore. Effettivamente, ci sono ormoni che vengono prodotti soltanto di notte e altri soltanto al mattino. Si può dire, quindi, che l’ipotalamo è un po’ un orologio biologico. Parlando dello spostamento di un’ora soltanto, però, le conseguenze sono davvero minime. Qualche problema potrebbe esserci per chi soffre di disturbi depressivi, che potrebbero acuirsi».
Il consiglio, almeno per chi può, è di sfruttare la domenica per recuperare il (poco) sonno perduto. «Bisogna cercare di ammortizzare subito, magari la domenica stessa, in modo da ripartire con la carica giusta già il lunedì», conclude Arnaboldi.

Nella foto:
Marco Arnaboldi

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