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Quando Nick Mason faceva il giurato Vip al concorso di Villa d’Este

altCon il famigerato muro sul lungolago sorto durante il cantiere delle paratie e poi demolito a furor di popolo, Como ha implicitamente celebrato l’album del 1979 The Wall dei Pink Floyd. E anche sul Lario molti fans attendono l’uscita di quello che sarà probabilmente l’ultimo atto della band, The Endless River, in uscita ai primi di novembre.
E va detto che alla band piace il Lago di Como. Per vari motivi. Uno degli avvistamenti più importanti tra i vip musicali infatti riguarda

proprio l’ex Pink Floyd, Roger Waters. In Italia per le quattro date meneghine del suo trionfale tour The Wall, che ora è diventato un film presto in dvd, nel 2011 il mitico e umorale bassista si concesse una giornata di pausa sul lago. Il musicista, grande appassionato di calcio (chi non ricorda gli effetti sonori da stadio di Fearless dall’album Meedle?), non potendo assistere al derby del sabato, dato che era impegnato al Forum di Assago, decise di trascorrere il suo giorno libero dal palcoscenico pranzando in un locale tipico del territorio, il Crotto del Sergente di Como.
Anche Nick Mason, il batterista membro della band fin dagli esordi, è stato sul lago, e il Corriere di Como lo ha immortalato. Da sempre appassionato di motori, ha una collezione sterminata di prototipi e fuoriserie. È stato giurato dell’edizione 2012 del “Concorso d’eleganza” di Villa d’Este che porta il Lario al centro dell’attenzione mondiale con quello che è in assoluto il più grande evento dedicato alle auto storiche e ai prototipi del futuro. Il batterista dei Pink Floyd ha fatto parte della giuria tecnica, e nell’edizione di due anni fa ha partecipato, come semplice aficionado di auto per straricchi, l’attore Rowan Atkinson, alias Mister Bean.
Ma la memoria dei Floyd ha anche altre strade comasche. Lo scrittore e docente universitario di Italianistica Michele Mari, autore nel 2010 per Einaudi di un omaggio alla band in forma di romanzo, Rosso Floyd, ha fatto la naia alla caserma De Cristoforis di piazzale Monte Santo e ne ha scritto in un romanzo autobiografico, Filologia dell’anfibio, recentemente ristampato.
E poi ci sono i mille rivoli del collezionismo vintage. Che svelano una presenza costante del Lario nel mondo Floyd. Va infatti ricordato che fin dagli anni ’60, e per almeno un paio di decenni, il grande rock è stato “confezionato” in riva al Lario. La stampa delle ormai storiche copertine dei vinili a 33 giri, formato oggi tornato sorprendentemente in auge per le qualità soniche e per la bellezza della grafica delle copertine, infatti era quasi sempre opera di due tipografie comasche, le Grafiche Dotti di Cernobbio, che brevettarono anche alcuni packaging curiosi, e la Grafica Centonze di Como. E se la prima doppia raccolta 1962-1966 dei Beatles uscì rossa fiammante proprio dai laboratori di via Bixio nel 1973, furono comaschi anche l’omonimo esordio dei Dire Straits, Technical Ecstasy dei Black Sabbath e l’antologia Masters of Rock dedicata proprio ai Pink Floyd.
Su Internet, una recente ricerca fa scoprire altri dettagli: si deve a Stefano Tarquini, Massimo Bonelli e Stefano Gagliardini, storici del vinile vintage. «Da quello che si conosce – scrivono – in quegli anni la Emi Italiana stampava i suoi dischi nella sua stamperia a Caronno Pertusella, vicino Varese». Ed ecco entrare in gioco la Centonze, artefice della stampa della copertina dell’antologia Masters of Rock. E soprattutto le Grafiche Dotti cui si devono la stampa della confezione di Zabriskie Point, ossia la colonna sonora dell’omonimo film di Michelangelo Antonioni con alcuni brani del quartetto inglese, dell’acclamato Wish You Were Here nelle ristampe dal 1978, con il logo “D” che contraddistingueva le confezioni sfornate a Cernobbio.

L.M.

Nella foto:
Il libro
Lo scrittore milanese Michele Mari ha ricostruito la storia della band nel romanzo uscito da Einaudi “Rosso Floyd”
18 ottobre 2014

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Redazione Corriere di Como redazione@corrierecomo.it


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