Quartieri al buio, la protesta delle circoscrizioni

Lampioni spenti
I presidenti dei parlamentini si appellano al Comune: «Ridateci la luce»
«Ridateci la luce». Una richiesta tanto semplice quanto, sembra, difficile da esaudire: i presidenti delle circoscrizioni al buio chiedono al Comune di riaccendere i lampioni spenti. «Non è solo questione di decoro urbano – dicono – Senza luce non c’è sicurezza».
Angoli bui, specie in periferia, dove i cittadini non passeggiano tranquilli. Stop e svincoli non illuminati, con auto che escono alla cieca e non vedono pedoni e ciclisti.
I presidenti di circoscrizione sono la

prima linea dell’amministrazione locale. Raccolgono le lamentele dei cittadini, le “girano” al Comune ma, spesso, dicono di essere stati ignorati. Ieri sera, la Circoscrizione di Camerlata aveva persino in programma una riunione, con un solo punto all’ordine del giorno: i lampioni.
«Proporrò una delibera – diceva ieri il presidente, Mirko Pontrelli – con la quale chiederò al Comune di sistemare i lampioni in tempi brevi e certi. Ne va della sicurezza del nostro quartiere».
A Prestino, le vie Raffaello e Mantegna sono al buio. «Una via senza luce non è sicura per gli automobilisti e i pedoni che la percorrono. Incroci ciechi, svolte buie. E, soprattutto, gli angoli scuri sono terreno fertile per la criminalità. Con la nostra delibera, avanzeremo al Comune una richiesta molto semplice: ridateci la luce».
Ed è quel che chiede anche Giorgio Cavadini, presidente della Circoscrizione 6, che comprende l’area Ticosa: un posteggio che, al tramonto, cala nelle tenebre. Specie la parte verso la Santarella. «Non so più che dire – dice sconfortato Cavadini – l’ho segnalato diverse volte. Un mese fa abbiamo fatto una riunione con Molinari (assessore comunale competente, ndr), il quale ci ha chiesto di pazientare ancora qualche mese, perché entro primavera dell’anno prossimo dovrebbe partire un bando di gara per la gestione elettronica della luce a Como. So che alcuni tecnici hanno già fatto un sopralluogo a Bologna, dov’è partito un progetto pilota simile. Certo è che, anche se la gara venisse bandita nei primi mesi del 2012, considerando i tempi tecnici e burocratici per tutto l’inverno, il nostro quartiere rimarrebbe comunque al buio». «Il problema – aggiunge Cavadini – non è circoscritto alla Ticosa, ma riguarda anche buona parte di via Anzani e di via Valleggio. I cittadini continuano a lamentarsi, noi insistiamo sul Comune. Ma non sempre veniamo accontentati. E da quando si è saputo che le circoscrizioni verranno abolite, la nostra voce è ancora meno ascoltata».
Anche la Circoscrizione 5, presieduta da Mario Pitassi, ha qualche strada al buio, come via Rezzonico.
«Per fortuna – dice Pitassi – non è lunga. In generale siamo messi meglio rispetto ad altre circoscrizioni. Non bene: meglio. Da amministratore, però, capisco che se il Comune ha pochi soldi, è meglio che li dedichi a quartieri dove la situazione dei lampioni è peggiore rispetto alla nostra. Penso, ad esempio, a Prestino. O all’area Ticosa. In alcuni quartieri periferici è una questione di sicurezza, perché la luce è il primo deterrente contro fenomeni di microcriminalità e vandalismo».

Andrea Bambace

Nella foto:
Si trova a pochi passi dal centro, ma l’area Ticosa è avvolta dalle tenebre più fitte

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