Quasimodo intreccia i versi di due Nobel sul lago

Salvatore Quasimodo

Gemellaggio tra laghi in forma di poesia. Evento da non perdere domani sera al Carducci di Como, che rende omaggio nel salone Musa di viale Cavallotti 7 ai Premi Nobel per la Letteratura Tagore e Quasimodo. Li celebra il recital “Alberi di poesia sul Balaton”. A leggere ed interpretare le composizioni dei due letterati sarà l’attore e regista Alessandro Quasimodo accompagnato dalla chitarra di Flavio Minardo.
Premio Nobel per la letteratura nel 1959, poeta, esponente di rilievo dell’ermetismo, Quasimodo ha tradotto vari autori classici, soprattutto lirici greci, ma anche opere teatrali di Molière e Shakespeare. Rabindranath Tagore (1861-1941) vinse il premio Nobel per la letteratura nel 1913, fu il primo Nobel non occidentale nella storia del premio. Poeta, drammaturgo, scrittore, artista figurativo e filosofo, bengalese. Tagore è sempre colpito dallo spettacolo della natura, sia essa benevola o in trepidante attesa dell’imminente monsone. Per il poeta ogni creatura vale in quanto è tale, senza le inique distinzioni di casta o di classe.
L’evento prende spunto dalle celebrazioni da parte del comune di Balatonfüred sul lago Balaton del premio Nobel italiano cui è dedicato ogni anno il Concorso di Poesia Salvatore Quasimodo. Il poeta nel 1961 soggiornò a Balatonfüred per motivi di salute e, risiedette nello stesso ospedale dove nel 1926 curarono anche Rabindranath Tagore. Lo stesso anno il poeta italiano Salvatore Quasimodo piantò un tiglio nel giardino della bella cittadina sul lago Balaton e scrisse anche una poesia in ricordo della sua guarigione: «Con cuore felice metto questo albero sulle rive delle onde del Balaton / che avrà foglie al di là della mia vita provvisoria» recitano i versi.
«Sono partito da queste memorie ungheresi – dice Alessandro Quasimodo, poeta, attore e regista figlio del Nobel – per intrecciare in un recital originale le poesie di mio padre e quelle di Tagore, che sul Balaton fu curato e piantò una quercia come mio padre fece con il suo tiglio. Ho immaginato che i due alberi intreccino le loro fronte e di parlino poeticamente. Oggi il tiglio di papà è alto trenta metri ed è un bel messaggio di pace e di poesia, in tempi grigi di inquinamento come i nostri è anche un messaggio di speranza ecologica. Ogni anno mio padre viene celebrato sul Balaton con tanto di inno italiano e ungherese suonati dalla filarmonica locale e tanto entusiasmo delle scolaresche. Spero con questo mio recital di aprire un ponte culturale tra il Lario e l’Ungheria. Mi accompagna nell’avventura Flavio Minardo, che per le poesie di Tagore userà il suono del sitar simbolo sonoro dell’India».
Ingresso 10/5 euro.

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