Cultura e spettacoli

Sensazionale scoperta: un caccia nel deserto di El Alamein

Memorie di guerra – Si deve a un’associazione italiana, l’Arido, la sensazionale scoperta di un aereo della Raf perfettamente conservato dopo 70 anni nel mare di sabbia
Una pagina di storia riaffiora da un mare di sabbia. C’è anche un comasco che nell’inferno di El Alamein – simbolo della resistenza del regio esercito italiano in Africa – ha perso lo zio, e ora ne venera la memoria, tra i protagonisti di una scoperta storica che sta facendo sensazione in tutto il mondo, dalle tv alla carta stampata fino a Internet.
Un’associazione italiana, l’Arido (Associazione Ricercatori Indipendenti Deserto Occidentale: mai acronimo fu più azzeccato visti i luoghi
inospitali), ha infatti ritrovato nello scenario delle due sanguinose battaglie tra gli inglesi e le forze dell’asse un aereo dell’aviazione di sua maestà, precipitato il 28 giugno 1942 e perfettamente conservato dopo 70 anni di deserto. È un caccia Curtiss Kitty Hawk, con 6 mitragliatrici, protagonista di un atterraggio di fortuna in cui perse il carrello e ruppe l’elica. Il pilota si allontanò e pare abbia usato il paracadute per difendersi dal clima infernale. L’Arido è un sodalizio di appassionati di storia – sono circa 60 sparsi in varie parti del mondo – che ha sede a San Lazzaro di Savena (BO) e ha finora totalizzato 107 missioni di studio nel deserto. Lo scopo non è il turismo d’avventura ma la ricerca storica con particolare riferimento alle vicende militari nel deserto condiviso da Tunisia, Libia ed Egitto, e con particolare riguardo alla ricerca dei cimiteri campali sparsi nel deserto, alla ricerca delle sepolture e della loro identificazione. All’attivo del sodalizio c’è infatti l’identificazione e mappatura di 18 cimiteri nella zona di El Alamein.
«Abbiamo trovato il relitto lo scorso 12 febbraio a Sud di El Alamein, ad almeno 300 chilometri dai primi luoghi abitati – dice il presidente di Arido, Daniele Moretto, che ha fatto la scoperta con il vicepresidente Andrea Mariotti – E dal 14 al 18 giugno torneremo sul posto per monitorare la situazione e verificare che non siano intervenuti sciacalli. Vogliamo anche capire se è possibile individuare i resti del pilota, di cui conosciamo le generalità. Si tratta comunque di un ritrovamento più unico che raro: ormai nel deserto documenti di tale importanza e in uno stato di conservazione così ottimale non si trovano. Credo anzi che con una buona opera di restauro l’aereo, che è completo di comandi, batterie, radio e motore, potrebbe anche tornare a volare. Mani esperte hanno fatto tornare in cielo relitti conciati molto peggio».
L’aereo è caduto nei pressi di un altopiano roccioso. Il punto esatto della scoperta è top secret, perché si teme che gli sciacalli comincino a depredare l’aereo che ha già “perso” i vetri originali che erano apparsi nel momento del ritrovamento. Arido è in contatto con il Museo della Royal Air Force di Londra, con l’esercito inglese di stanza al Cairo e naturalmente con lo Stato egiziano: la zona è tra l’altro sotto giurisdizione militare e per visitarla occorrono speciali pass, fa sapere il presidente di Arido Daniele Moretto.
Che conclude: «La notizia è comunque di quelle che fanno molto clamore. Pubblichiamo solo ora dopo le dovute procedure informative alle autorità egiziane e britanniche la notizia proprio per difendere il sito da eventuali sciacallaggi. Ed è certo che il fronte di El Alamein serba ancora grosse sorprese, a chi sa cercarle». Info sul sito www.qattara.it.

Lorenzo Morandotti

Nella foto:
Andrea Mariotti con il relitto dell’aereo inglese  (la foto è di Andrea Mariotti)
16 Mag 2012

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