Cultura e spettacoli

Quel Canton Ticino “invaso” dai napoleonici

alt Saggi storici

Nel 1803 nacque ufficialmente il Canton Ticino anche grazie a Napoleone Bonaparte che con il suo “Atto di Mediazione” fece della Svizzera una Confederazione di 19 cantoni autonomi i cui rappresentanti si riunivano in una Dieta federale. Il Ticino fu eretto alla dignità di Cantone suddiviso in 8 distretti e 38 circoli e il potere fu affidato a un Gran Consiglio di 110 membri eletti dal popolo dei cittadini attivi e a un Piccolo Consiglio di 9 membri eletti dal Gran Consiglio. Bellinzona diventò

la capitale del nuovo cantone.
Ma l’idea di uno spazio cantonale retto da istituzioni e leggi omogenee fu poi frenata da particolarismi e regionalismi vari, creando forti contrapposizioni fra potere centrale e poteri periferici e tra le singole aree regionali. Il dominio francese e le dure prove generarono allora un forte sentimento nazionale. Nel 1810 truppe italiane al servizio dei Francesi occuparono il Canton Ticino. Non appena gli ambasciatori svizzeri protestano, l’Imperatore dei francesi minacciò di annettere tutto il territorio elvetico. Il regime della “Mediazione”, imposto da Napoleone, crollerà con la sconfitta dell’imperatore nella “Battaglia delle Nazioni” a Lipsia.
Arriva ora a raccontare il ruolo dei fedeli di Bonaparte in Canton Ticino il volume appena edito da Dadò di Locarno e in libreria a 45 franchi Il Cantone Ticino occupato dalle Truppe napoleoniche di Kurt Baumgartner, un volume di 256 pagine con illustrazioni a colori e prefazione di Callisto Caldelari.
Benché su questo argomento esista una bibliografia abbastanza ampia, mancava però uno studio complessivo che considerasse le implicazioni economiche, sociali e militari degli eventi storici. Il lavoro si basa su documenti e lettere originali, in gran parte inediti – tra cui l’ordine di invasione del Ticino impartito da Napoleone al viceré Eugenio – e scritti dai personaggi direttamente coinvolti e responsabili dell’organizzazione delle truppe d’invasione.
Grazie alla lettura di questi documenti, si evince tra l’altro quanto le vicende storiche siano arrivate a influenzare la già difficile situazione economica del Cantone.
«Nessuno Stato sovrano accetta di essere occupato da truppe straniere – scrive l’autore – ma il Ticino ha dovuto far buon viso a cattiva sorte, poiché fu proprio Napoleone, “Altissimo Mediatore” nonché creatore del nostro Cantone un decennio prima, a imporne l’occupazione».

Nella foto:
La copertina del volume edito da Dadò
8 Novembre 2013

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Redazione Corriere di Como redazione@corrierecomo.it


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