Quel garofano di Hammamet sulla tomba bianca di Craxi a pochi metri dal mare

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L’anniversario della morte
L’ex leader del Psi era proprietario di una villa a Capiago

C’è un garofano, rosso, naturalmente. E una frase incisa in oro su un libro aperto: “La mia libertà equivale alla mia vita”.
Una semplice croce completa la tomba che, da quattordici anni, accoglie le spoglie di Bettino Craxi, l’ex leader del Partito Socialista Italiano.
Siamo in Tunisia, ad Hammamet, meta turistica tra le più visitate del Paese nordafricano, nota tra gli italiani anche perché scelta da Craxi come residenza quando, negli ultimi anni della sua vita, lasciò la Penisola

per sfuggire alla giustizia italiana. Coinvolto nello scandalo di Tangentopoli, il politico scelse di rifugiarsi lontano dal suo Paese.
Ad Hammamet ha vissuto gli ultimi anni e ad Hammamet ha voluto essere sepolto, Bettino Craxi. La tomba bianca del politico italiano cattura subito l’attenzione entrando nel piccolo cimitero riservato agli stranieri e ai non islamici, affacciato direttamente sul mare, a poca distanza dallo sterminato spazio in cui riposano invece i defunti musulmani. I tunisini, ad Hammamet, sono abituati a dare indicazioni ai turisti italiani che chiedono dove sia sepolto «un personaggio politico importante che si era trasferito in Tunisia».
Il cimitero è in una delle zone più pittoresche della città, accanto alla medina, a picco sul mare. Le tombe dei defunti musulmani sono centinaia, occupano uno spazio vastissimo. Non è difficile invece individuare il luogo in cui riposa Bettino Craxi. E non c’è bisogno di essere accompagnati per individuare velocemente la tomba bianca sulla quale spicca il garofano.
Molti tra i turisti italiani che visitano Hammamet non lasciano la città senza aver fatto questa breve ricerca e senza una sosta su quella tomba bianca.
Probabilmente, qualcuno lo ha fatto anche domenica scorsa, nell’anniversario della scomparsa del leader socialista, morto il 19 gennaio 2000.
Un anniversario che ha ancora un profondo significato anche per molti comaschi, al di là delle ideologie politiche. Al Lario, l’ex leader del Partito socialista era profondamente legato. Il padre, Vittorio, era stato prefetto di Como e dal 1942 al 1945, Bettino, bambino, ha vissuto a Cantù con la famiglia. Restando nella Città del Mobile, il nome di Craxi compare anche negli annuari del Collegio De Amicis, dove aveva frequentato gli ultimi anni della scuola elementare.
Nei lunghi anni nei quali Craxi ha recitato da protagonista nella vita politica italiana, le visite ufficiali sul Lario sono state molteplici. Una delle prime, nel 1984, nelle vesti di presidente del Consiglio, fu al Palasport Pianella per assistere ad una partita di basket, sport che il leader socialista aveva anche praticato con successo. Una delle ultime apparizioni risale al 1992, quando Bettino Craxi partecipò al congresso della federazione provinciale di Como del Psi, organizzato a Cernobbio, a Villa Erba.
Indelebile poi il legame con Capiago Intimiano, dove la famiglia Craxi era proprietaria di una villa nella quale Bettino trascorse innumerevoli fine settimana. La residenza è stata venduta dai figli nel 2004. La casa, immersa in un grande parco alberato, è stata uno dei luoghi in cui il leader politico riusciva a trascorrere momenti di relax e di intimità familiare. La sua figura, in paese, non è mai stata dimenticata.

Anna Campaniello

Nella foto:
A destra, la tomba di Bettino Craxi nel cimitero di Hammamet (foto Mv). Sotto, un’immagine dell’ex leader del Psi scomparso nel gennaio 2000

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1 Commento

  • emilio rossi , 5 Gennaio 2018 @ 0:17

    … l ultimo grande statista che il nostro paese abbia avuto.
    rest in peace dear bettino

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