Cronaca

Quel miracolo targato rubens

La città si accorge delle grandi mostre
Il ticket per la mostra di Villa Olmo dedicata a Rubens – aprirà il 27 marzo – che si trasforma in pass gratuito, integrato e – udite, udite – illimitato per accedere ai quattro musei comunali e a quello consacrato alla seta. E poi sconti nei negozi che il sabato resteranno aperti la sera in occasione della mostra, vetrine a tema, menu con variazioni sul barocco fiammingo nei ristoranti. Insomma, una città intera vestita dei colori del grande pittore di Anversa, che sarà a Como grazie
a tre musei di Vienna. Sono i 25 dipinti del celebre artista che saranno a Villa Olmo per oltre 4 mesi tra primavera ed estate: quelli in cui Como gioca le carte migliori sul tavolo del turismo.
Non svegliateci, se si tratta di un sogno in cui scorre il film di una città normale. Se è invece realtà, passiamo alle doverose puntualizzazioni.
Rubens è riuscito a fare, manco fosse il San Gennaro che scatena la devozione dei fedeli partenopei, il classico miracolo. Scatena cioè sinergie impensabili, in una città in cui il gioco di squadra e l’attenzione a programmi condivisi sono, in generale, al bando come appestati al peggior stadio. Eppure, finalmente, è successo. Qualcuno dovrà calcolare, prima o poi, l’indotto perso per il mancato avvio di circoli altrettanto virtuosi in occasione delle precedenti mostre di Villa Olmo. I grandi eventi d’arte nella dimora neoclassica non sono, infatti, novità di oggi. Per chi non se ne fosse accorto, tengono banco, con 500mila visitatori nel complesso, dal 2004. Ben venga, quindi, una collaborazione tra mostra e città come quella descritta all’inizio. Ma non basta limitarsi al vecchio detto «non è mai troppo tardi». Dobbiamo altresì ribadire un concetto su cui da sempre puntiamo i riflettori. E cioè che l’unica strada percorribile per dare senso e corpo a una progettualità di così ampio respiro come quella delle esposizioni di Villa Olmo – e che configura quest’ultima come centro d’arte internazionale per il suo prestigio architettonico e per gli eventi ospitati -è che il tutto non sia “cattedrale nel deserto”. Ma susciti almeno un minimo d’interesse e di condivisione nel tessuto civile e sociale della città e del territorio. Se non per ovvio impulso d’intelligenza imprenditoriale, per doveroso spirito d’accoglienza, visto che gran parte dei copiosi visitatori è finora venuta, dati alla mano, da fuori provincia.

Lorenzo Morandotti

7 marzo 2010

Info Autore

Redazione

Redazione Corriere di Como redazione@corrierecomo.it


Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

Archivio
novembre: 2018
L M M G V S D
« Ott    
 1234
567891011
12131415161718
19202122232425
2627282930  
Numeri utili
NUMERO UNICO DI EMERGENZA
numero 112 lampeggianti
farmacia Farmacie di turno farmacia

ospedale   Ospedali   ospedale

trasporti   Trasporti   trasporti
Colophon

Editoriale S.r.l. (in liquidaz.)
Via Sant’Abbondio 4 – 22100 Como
Tel: 031.33.77.88
Fax: 031.33.77.823
Info:redazione@corrierecomo.it

Corriere di Como
Registrazione Tribunale di Como n. 26/97
ROC 5370

Direttore responsabile: Mario Rapisarda

Font Resize
Contrasto