Quel Mondiale a due passi dal Lario

altAmarcord di Italia-Belgio 4-1, che fu giocata 60 anni fa allo stadio di Lugano. La testimonianza del giornalista Alcide Bernasconi
Le partite di Italia 1990 disputate allo stadio di San Siro; la Germania – che poi vinse il titolo quell’anno – che aveva come base il Castello di Casiglio. Oppure gli arbitri che si allenavano in gran segreto al centro sportivo Lambrone di Erba.
Ci sono una serie di ricordi relativi ai Mondiali, in particolare quelli in Italia, che legano il Lario a questo grande evento.
Ma se bisogna cercare la partita “comasca”, quella giocata più vicino alla nostra città, bisogna tornare indietro, ai Mondiali del 1954, che erano ospitati in Svizzera.

E in quella edizione una sfida fu concessa anche al Canton Ticino, più esattamente allo stadio Cornaredo di Lugano, che era stato inaugurato tre anni prima. Una gara in cui giocò proprio l’Italia, che superò per 4-1 il Belgio. Era il girone di qualificazione. Gli azzurri sarebbero poi usciti, perdendo lo spareggio con i padroni di casa della Svizzera, per 4-1, disputato a Basilea.
Alla vigilia dei Mondiali 2014, l’amarcord dell’incontro quasi lariano è doveroso. E per parlare di quella gara l’interlocutore è Alcide Bernasconi, giornalista del “Corriere del Ticino”, che all’epoca aveva nove anni.
«Mio papà era cassiere del Football Club Lugano – ricorda Bernasconi – e lo fu anche in quella occasione. Era il 20 giugno del 1954, si giocava alle 17 e faceva molto caldo».
«Per la nostra città quello era un grande avvenimento – aggiunge il decano dei giornalisti ticinesi – come del resto lo era ogni manifestazione sportiva di grande rilievo. Non dimentichiamo che l’anno prima Lugano, a fine agosto, aveva ospitato anche i Mondiali di ciclismo, che avevano visto il successo di Fausto Coppi».
C’era quindi una bella atmosfera. «Sicuramente – ricorda Bernasconi – Erano ancora gli anni del dopo guerra e, ovviamente, non c’era come oggi la televisione che in ogni momento irradiava le immagini di ogni evento».
E Lugano, considerata la vicinanza con l’Italia, era stata “invasa” da oltre 20mila italiani. «C’erano molti pullman, arrivati dal vostro Paese e alla fine allo stadio c’erano in totale 26mila persone – aggiunge Bernasconi – Tra le curiosità, posso dire che erano state messe sulla pista di atletica che circonda il terreno di gioco una serie di tribune provvisorie: erano quelle che di solito venivano poste sul lungolago, in autunno, in occasione del “Corteo della Vendemmia”».
Ma anche gli appassionati elvetici erano interessati a quella partita. Infatti, grazie a quel 4-1 contro il Belgio, l’Italia disputò lo spareggio proprio contro la squadra rossocrociata.
«Molti svizzeri tifavano per il Belgio – ricorda sorridendo il giornalista ticinese – ma a me e alla mia famiglia era simpatica, l’Italia, considerati i tanti amici che avevamo oltreconfine. E poi non va dimenticato che all’epoca per noi il calcio italiano era quello di riferimento. C’era anche il Como in A e nella nostra città non mancavano club di tifosi dedicati a Milan, Inter e Juventus».
«L’Italia quel giorno meritò la vittoria, come testimonia il punteggio finale di 4-1 – aggiunge – ma ricordo che, come spesso capita, la squadra era arrivata tra le polemiche a quell’incontro. Prima, infatti, era stata sconfitta a Losanna dalla Svizzera per 2-1 e il giornalista Gianni Brera era stato molto critico parlando di una “Italia dei milionari battuta da una modesta ma coraggiosa Svizzera”. Dopo quel successo mi ricordo che il “Guerin Sportivo” titolò: “Gianni Brera è servito”».
Altri tempi insomma…. «E la cosa bella – conclude Bernasconi – era che si guardavano le partite fianco a fianco, senza barriere tra tifosi, tutti mischiati e non succedeva niente. E poi si usciva assieme commentando i match. Oggi, purtroppo, non è più così…».

Massimo Moscardi

La cronaca di quella partita http://www.corrierecomo.it/index.php?option=com_content&view=article&id=62487&catid=33:sport&Itemid=31

Nella foto:
La copertina della rivista “Sport illustrato”, dedicata al successo dell’Italia a Lugano

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