Quel primo grande meeting a Villa d’Este

altQuasi cinquant’anni fa, nel 1965, Villa d’Este ospitò un meeting mondiale che precedette di un decennio il Forum Ambrosetti, così detto dal nome del prestigioso gruppo milanese promotore dell’incontro economico internazionale cernobbiese in programma ogni prima settimana di settembre.
Una vecchia cronaca del settimanale “Epoca”, che ha cessato le pubblicazioni nel 1997 (anche se oggi esce di tanto in tanto con edizioni monografiche) racconta infatti come si tenne sulle rive del Lario

la 14ª edizione del segretissimo Bilderberg Meeting, dedicato ai problemi monetari internazionali e della Nato.
Il grand hotel cernobbiese fu “requisito” per l’occasione dal 1° al 4 aprile 1965 per tre milioni di vecchie lire, cifra per quei tempi rilevante, e ospitò una novantina di personaggi tra i più potenti del mondo: regnanti, magnati della finanza, banchieri, industriali, ministri, generali?
Tra loro, Filippo di Edimburgo, il principe consorte della Regina Elisabetta, il cui arrivo è raccontato da Ricciotti Lazzero, l’inviato di “Epoca” che in seguito stabilì la sua residenza proprio sul Lago di Como, ad Argegno.
Altre personalità illustri, solo per fare qualche nome, erano l’ammiraglio inglese lord Mountbatten, che era stato ultimo vicerè dell’India e che morì poi assassinato dall’Ira, l’esercito repubblicano di liberazione irlandese, nel 1979; il principe Bernardo, marito della regina Giuliana e padre di Beatrice succeduta poi alla madre e, fino all’anno scorso, a sua volta regina dei Paesi Bassi; gli italiani Gianni Agnelli, spesso di casa a Villa d’Este, e Guido Carli, allora governatore della Banca d’Italia.
La sicurezza del meeting era assicurata da soli dodici agenti agli ordini del commissario Mario Scarselli, capo della squadra di polizia politica di Como, e del suo vice, maresciallo Enrico De Mattia. “Otto agenti in borghese – scriveva Lazzero – avevano stretto un anello intorno alla riva” del parco, mentre altri quattro vigilavano ciascuno un piano del’albergo.
I tempi, evidentemente, erano allora diversi da quelli odierni. Ulteriori misure di sicurezza e di riservatezza, comunque, non mancavano all’esterno di Villa d’Este: alcune tra le mogli dei partecipanti al Bilderberg erano alloggiate in un altro albergo di Cernobbio: il Regina Olga. E i telefoni della sede ove si tenevano i lavori erano stati isolati per evitare interruzioni di sorta.
Non mancarono curiosità e aneddoti, che l’autore del servizio colse al volo con l’aiuto decisivo dei suoi informatori. Per esempio, i menu di pranzi e cene decisamente frugali perché gli illustri ospiti dovevano stare leggeri per essere concentrati e reattivi e non rischiare l’abbiocco? Ecco quello della prima sera, così come viene riferito: crema di pomodoro, filetto di bue alla Rossini con patatine e spinaci, insalata mista, semifreddo al Gran Marnier e frutta. Vino Gattinara del 1957.
Ed ecco, invece, l’eccezione, ovvero il pranzo dell’ultimo giorno, domenica 4 aprile: cocktail di scampi, ossobuco alla gremolada, trofeo di paté caldi, ampia selezione di formaggi, ananas al liquore. Vini Soave e Valpolicella.
I lavori furono aperti da Bernardo d’Olanda, che si incaricò anche di far rispettare in modo rigoroso e inflessibile il tempo assegnato a ciascun oratore: appena cinque minuti. E Ricciotti Lazzero precisa che al quarto minuto una luce gialla avvisava insistentemente l’oratore che il suo diritto di parola stava per scadere.
L’Olanda fu protagonista anche di un fuori programma che rischiò di mandare in tilt il servizio di sicurezza: la futura regina Beatrice, il secondo giorno, non resistette al richiamo dello shopping e si infilò in una Fiat 2300 blu, l’auto di maggiore cilindrata e rappresentanza, per correre a Como ad acquistare due borse e tre foulard.
Il cronista annota con precisione che l’allora principessa poi si concesse un bis e si recò di nuovo nel capoluogo lariano “alla ricerca di cinque tagli di seta per i suoi vestiti di primavera”.
Dopo l’ultima sessione di lavori, ma soltanto a meeting concluso, fu invece Filippo d’Edimburgo ad attuare un fuori programma: partì scortato per Alserio dove abitava il principe Federico Windisch-Graetz, suo lontano parente. Alcuni degli altri ospiti si concessero una gita in battello di mezz’ora, mandando in fibrillazione chi doveva vegliare sulla loro incolumità.
Il Bilderberg Meeting si tiene tuttora. È un convegno annuale con non più di 130 partecipanti, inaugurato nel 1954 a Osterbeek, in Olanda.
In Italia si è svolto soltanto quattro volte: a Fiuggi nel 1957, a Villa d’Este in ben due occasioni (1965 e 1987) e a Stresa, sul Lago Maggiore, nel 2004. L’ultimo incontro, quest’anno, è avvenuto in Danimarca, a Copenaghen dal 29 maggio al 1° giugno scorsi.
Ciò che si dicono gli ospiti è circondato da un alone di riservatezza: le conferenze sono chiuse al pubblico e alla stampa. Le discussioni non vengono registrate.

Marco Guggiari

Nella foto:
Uno scorcio del parco di Villa d’Este. Sullo sfondo il celebre mosaico. La sicurezza interna, durante il meeting del 1965, era garantita da 12 agenti

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