Quel trionfo di fiori è un simbolo del tempo

L’esperto
La mostra comasca, che sarà aperta fino al 29 luglio, sarà curata oltre che da Sergio Gaddi anche da Doron J. Lurie, curatore capo e conservatore dei Dipinti Antichi al Tel Aviv Museum of Art. In catalogo, il suo saggio su Il genere floreale nella pittura fiamminga metterà in scena proprio il tema delle rappresentazioni di fiori che nella pittura dei Paesi Bassi del XVII secolo «racchiudeva l’implicito messaggio morale di “ vanitas”»: infatti secondo Lurie i fiori «simboleggiano una
bellezza transitoria». La prova di questo messaggio morale in mezzo a tanto naturalismo così virtuosistico? Per Lurie, risiede nel fatto «che i dipinti spesso rappresentavano fianco a fianco fiori di stagioni diverse». Il principale fautore di questo genere fu Jan Brueghel il Vecchio, affiancato dal figlio, il pittore Jan Brueghel il Giovane. Particolare genere nel genere è la ghirlanda di fiori che circonda un soggetto sacro: «Questo genere di opere fu spesso il risultato della collaborazione tra due pittori, uno specializzato nel ritratto di figure e l’altro nel soggetto floreale, come ad esempio, la collaborazione tra Rubens e Jan Brueghel il Vecchio nell’opera Madonna con Bambino», scrive Lurie.

Lorenzo Morandotti

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