Quella sedia blu dimenticata davanti al teatro sempre chiuso

alt L’incuria al Politeama
Le magnifiche immagini proiettate sulla facciata del Teatro Politeama nei giorni scorsi durante gli appuntamenti del Lake Como Film Festival hanno raccontato una nobile storia centenaria che la città non vuole dimenticare. Che il recupero architettonico dell’edificio e la sua conseguente sostenibilità operativa siano temi delicati e di non facile soluzione, è cosa nota. Ma le due immagini che abbiamo scattato sabato scorso e ieri documentano una situazione quantomeno surreale.
Quella sedia abbandonata da giorni all’ingresso del Politeama e un vaso con una pianta morta da tempo usato come cestino dei rifiuti fotografano una città paralizzata, incapace di trovare una sua identità anche nelle piccole cose. E, inevitabilmente, viene da pensare che nel capoluogo che dà il nome al lago più bello del mondo (come ha scritto recentemente anche l’edizione americana dell’Huffigton Post) ci si stia abituando alla bruttezza. 

Dopo giorni che sedia e rifiuti giacciono di fronte a un luogo di cultura, seppure in cerca di un futuro, nella centralissima via Gallio, nessuno ha pensato di porre rimedio a una situazione di degrado urbano imbarazzante.
Si fa un gran parlare di turismo, di quell’unico motore che avviato con l’energia della cultura potrebbe offrire nuovi orizzonti economici alla città di Como, e poi ci si perde in un bicchiere d’acqua.
È vero, ben altri problemi affossano le nostre ambizioni turistiche, ma se nemmeno siamo capaci di rendere ospitale e attraente la via che dalla Stazione San Giovanni conduce i turisti al centro storico, diventa improbabile immaginare un domani ricco di prospettive.
Senza dimenticare che ormai manca meno di un anno alla grande Esposizione Universale di Milano. Quella di Expo, se colta bene, potrebbe infatti trasformarsi in un’occasione unica e irripetibile per provare a guardare anche oltre l’evento in sé. Tentare di farsi belli solo per quei mesi del prossimo anno potrebbe anche non servire molto. Se non si capisce che in assenza di un progetto culturale forte e condiviso da tutti, dagli amministratori agli albergatori passando per i cittadini, non si andrà da nessuna parte, quell’abito lungo, forse indossato per una notte, tornerà presto nell’armadio.

M.Prat.

Nella foto:
L’immagine che simboleggia incuria e distrazione. Da sabato una sedia è stata dimenticata davanti all’ingresso del Politeama. Al suo fianco una pianta morta nel suo vaso che è diventato un cestino per i rifiuti

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