Quella valanga che sgretola il mito

altStagioni oltreconfine

Domani e giovedì, al Teatro Sociale di Bellinzona, tornerà in cartellone dopo il grande successo della scorsa stagione, L’anno della valanga, testo dello scrittore elvetico Giovanni Orelli (nella foto, una scena) e prima produzione della storica struttura ticinese: uno spettacolo che ha toccato profondamente il pubblico ticinese. La pièce è ambientata in un paesino di montagna isolato dalla neve. La vita prova a scorrere con la consueta normalità: gli animali da accudire, gli amori da consumare

per i giovani, i morti da onorare per i vecchi. In cima alla montagna, però, la neve minaccia di precipitare e di spazzare via il villaggio. Fra gli abitanti è l’ora della resa dei conti, più con se stessi che con gli altri. Un testo importante per la drammaturgia elvetica, che segna il passaggio dalla prosa celebrativa della vita di montagna, tipica di autori come Francesco Chiesa e Giuseppe Zoppi, ad un approccio critico ma non distaccato, empatico, eppure cosciente, dei limiti di un mondo destinato a scomparire. La regia di Ferruccio Cainero pone in primo piano il testo di Orelli. In scena con Ferruccio Cainero, Igor Horvat, Anahì Traversi e Tatiana Winteler. Musiche dal vivo di Danilo Boggini (fisarmonica) e Sarah Albertoni (clarinetto). Prenotazioni sul sito www.ticketcorner.ch.

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