Quelle navi francesi che navigarono con Alessandro Volta

Como, monumento ad Alessandro Volta

Forse per volere dello stesso Napoleone, fu battezzata una nave della Marina Militare francese con il nome di Alessandro Volta, il vascello esploratore “Le Volta”. Dominique-François Arago, uno fra i maggiori scienziati del secolo XIX, nel 1802 a Parigi, ancora adolescente, aveva, con grande ammirazione, avvicinato il Volta, verso il quale, successivamente, aveva rivolto parole di stima.
Nel 1848 Arago venne eletto ministro della Guerra e della Marina nel governo provvisorio, e quasi certamente fu sua l’iniziativa di far intitolare navi con il nome del celebre fisico comasco (nell’immagine, la statua a lui dedicata nell’omonima piazza in città). In tutto, ben quattro furono le navi da guerra della Marina francese ad avere il prestigioso nome. Altra tesi a favore è la testimonianza di un discendente di Marco Saruggia di Milano, abile barometraio e meccanico, al quale Volta si rivolgeva per fare eseguire macchine e strumenti per il gabinetto di fisica dell’Università di Pavia.
Il signor Jacques Saruggia, giornalista de La Provence, giornale di Marsiglia, era venuto a Como per far ricerche sull’origine della sua famiglia a Orsenigo. Indagando presso “Le Musée National de la Marine” e presso “Le Service Historique de la Défence”, Jacques Saruggia procurò una corposa documentazione ricca di dati e di numerose fotografie riguardanti queste quattro navi battezzate col nome “Le Volta”. Un documento attestava, finalmente, l’origine del nome. Delle quattro navi ecco, in breve, la storia dell’esploratore “Le Volta”, varato nel 1867.
Ebbe il suo primo ruolo durante la guerra franco-tedesca: il 19 giugno 1870 si trovava nel Mare delle Indie a Saint Dénis, capoluogo dell’Isola della Réunion. Rimase nei mari cinesi fino al 10 aprile del 1871.
Nel 1883, il “Le Volta” fu destinato nei mari di Cina e Giappone. Fu l’inizio di un periodo glorioso. Era allora comandato da due ufficiali che sarebbero diventati eminenti comandanti della Marina francese. Il comandante era il capitano di fregata Fournier, il secondo il luogotenente di vascello Boué de Lapeyrère.
Nei mesi di giugno e luglio dello stesso anno, “Le Volta” fece una audace ricognizione delle coste del Tonchino. A più riprese, la sua compagnia di sbarco e le sue imbarcazioni, con al comando Boué de Lapeyrère, diedero brillantemente la caccia ai pirati. Il 6 luglio, 60 uomini del “Le Volta” e del “Parseval”, comandati dal capitano di fregata Fournier, effettuarono una ricognizione a Tien-Yen e sgominarono un campo difeso da un forte partito annamita. Il 14 aprile 1884, “Le Volta”, accolto malamente dalle autorità cinesi, fece davanti a Kelung una energica dimostrazione. Il coraggio del comandante Fournier ebbe una grande risonanza nell’Estremo Oriente. Il 29 aprile, la diplomatica abilità del comandante Fournier preparava la base di un accordo con la Cina durante un pranzo a bordo del “Le Volta” che riuniva l’ammiraglio Lespès e il rappresentante di Li – Hung – Chang. Nei primi giorni di maggio di quell’anno, il comandante della nave negoziò con Li-Hung-Chang il trattato di Tien-Tsin.
Da questa “preliminare convenzione di amicizia, e di buon vicinato”, la Cina riconosceva i trattati conclusi o da concludere tra la Francia e l’Annam, e s’impegnava a ritirare le sue truppe dal Tonkino. Ma Li – Hung – Chang, caduto in disgrazia, non poté proseguire l’applicazione del trattato di Tien-Tsin.
L’Impero Cinese, in questo trattato, aveva mostrato la più chiara malafede nei riguardi del governo francese.
Nel grande arsenale di Fou-Tchéou, la Cina aveva accumulato una considerevole quantità di materiale bellico e alla fonda anche una flotta di oltre venti navi. La Francia, avendo esaurito i mezzi di conciliazione, decise di agire vigorosamente contro la Cina. Il 22 agosto 1884, arrivò ufficialmente l’ordine di dichiarazione di guerra.
Il 23, alle 2 del pomeriggio, la flotta francese composta dall’esploratore “Le Volta”, da sei cannoniere e dalle torpediniere “45” e “46”, apriva il fuoco contro Fou-Tchéou.
Dall’altra parte, il secondo del “Le Volta”, Boué de Lapeyrère, comandava la flottiglia delle imbarcazioni destinate all’arrembaggio.
Vedendo che l’attacco contro i cinesi da parte della torpediniera “45” non era riuscito che a metà, s’imbarcò sul canotto a vapore del “Le Volta” armato da portatorpedine, inseguì la nave nemica e lanciò una torpedine che, danneggiando probabilmente l’elica dell’imbarcazione, la obbligò a fermarsi.
Verso la fine della gloriosa giornata del 23 agosto, Boué de Lapeyrère ricevette la pericolosa missione di affondare o perlomeno mettere fuori combattimento, canotti torpedine, giunche e sampan rifugiatisi nei canali della Dogana di Fou-Tchéou. Durante la notte dal 24 al 25 le imbarcazioni comandate dal secondo del vascello “Le Volta” frugarono gli angoli del fiume Min nei pressi dell’arsenale e li bonificarono dai brulotti che costituivano un grosso pericolo per la flotta francese.
Il “Le Volta” prese in seguito parte alla discesa del fiume Min, operazione giustamente celebre, poiché il metodo impeccabile e l’audacia del suo comandante riuscirono a forzare quasi senza perdite i passaggi più difficili e stretti di questo canale di 20 chilometri, provvisto di solide difese.
Ma la giornata più gloriosa della vita del “Le Volta” è stata senza ombra di dubbio quella del 23 agosto, che abbiamo raccontato. La nave leggendaria intitolata al genio lariano della fisica venne disarmata nel 1892.

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