Quelle “Occasioni” tra la poesia e la pittura. Montale e De Pisis protagonisti a Mendrisio

Da sabato in mostra
Alla maniera di Filippo De Pisis nell’inviargli questo libro è una delle poesie della raccolta Le occasioni del premio Nobel Eugenio Montale, in cui le affinità e il sodalizio tra lo scrittore e l’artista vengono sintetizzate: nella dinamica descrizione di una scena di caccia al beccaccino, evocata dai versi del poeta, si apre lo scrigno del mondo pittorico del maestro che, in effetti, nelle sue nature morte dipinse vari volatili. Un beccaccino, tra l’altro, è in un dipinto che De Pisis regalò
effettivamente al poeta in cambio della poesia citata. Il sodalizio tra il pittore e il poeta premio Nobel verrà ribadito in una mostra inaugurata sabato prossimo, 28 aprile, alle 17, e visitabile fino al 16 agosto al Museo d’Arte di Mendrisio.
Alla mostra ha collaborato, dietro le quinte, anche il critico e storico dell’arte comasco Luciano Caramel, cui si è rivolto il collega Paolo Campiglio, curatore dell’evento espositivo, per costruire il percorso. Montale e De Pisis, coetanei del 1896, si conobbero nel 1920, a Genova, e da allora in poi mantennero rapporti d’amicizia. Saranno in scena circa 50 opere di De Pisis, tra oli su tela e chine acquarellate, e circa 40 carte dipinte e incise di Montale, con documenti d’archivio inediti o poco noti.

Nella foto:
Perno dell’esposizione è l’opera Il beccaccino (1932) di De Pisis

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