Querelle autosilo, il sindaco: «Non si torna indietro»

alt Le polemiche su via Auguadri
Lucini categorico: «Da ottobre i dipendenti del Tribunale pagheranno l’abbonamento»

(f.bar.) Non si torna indietro. Nessun ripensamento. Dal mese di ottobre i dipendenti del Tribunale di Como per parcheggiare nell’autosilo di via Auguadri, dietro il Palazzo di giustizia, dovranno pagare un canone mensile. Stop alla sosta gratuita come accaduto fino a poco tempo fa.
A ribadirlo è il sindaco di Como, Mario Lucini. «Ci siamo visti in più circostanze con il presidente del Tribunale. Abbiamo ancora una volta, di recente, analizzato le carte e quanto accaduto fino a oggi. E

il percorso intrapreso è l’unico possibile», spiega il primo cittadino. Tradotto: i dipendenti amministrativi del Tribunale (110) e della polizia giudiziaria (una quarantina) dovranno pagare. Nel frattempo, proprio per essere pronti per ottobre, si sta lavorando per preparare un’apposita convenzione che mai in passato fu redatta. Una lacuna che risale a diversi anni fa e che ha ingenerato l’attuale confusione.
Le proteste di quanti non avranno più accesso gratuito al parcheggio si basano sul fatto che dall’inizio del progetto, nel 1993, si parlò di 200 posti auto a disposizione esclusiva di magistrati e dipendenti nell’autosilo di via Auguadri, realizzato con i soldi del ministero di Grazia e giustizia. Accordo però mai finito nero su bianco. «Entro settembre completeremo e firmeremo l’apposita convenzione per regolarizzare, una volta per tutte, la situazione. Poi da ottobre – è questo il termine ultimo stabilito per far partire il pagamento della sosta – il tutto andrà a regime», aggiunge sempre Mario Lucini. Ma quanto si dovrà sborsare? «Per una prima fase ai dipendenti del Tribunale verrà applicata la stessa convenzione in essere per chi lavora in Comune. Dopo opportune verifiche in base alle richieste che ci perverranno e alla risposta degli utenti valuteremo come procedere», spiega il primo cittadino di Como. Un esborso – a scelta – previsto con due piani tariffari: 35 euro al mese per 5 giorni alla settimana, oppure 40 euro per sei giornate, valido solo però per chi dovrà recarsi a lavorare anche il sabato. «Capisco il disagio generato dalla decisione. Ma era inevitabile. Inoltre ormai da tempo il ministero non paga più. Il contributo che veniva versato al Comune per i posti auto dei suoi dipendenti si sarebbe fermato tra il 2005 e il 2009», puntualizza Mario Lucini. Una lacuna e una mancanza di comunicazione tra gli enti coinvolti che fa infuriare quanti non avranno più diritto a parcheggiare gratuitamente. «Se manca la convenzione e il ministero ormai non paga da anni, il problema non deve essere dei dipendenti», ha recentemente detto Rita Calì, funzionario giudiziario in servizio in Procura e segretario provinciale della Confsal-Unsa giustizia. Il problema, però, può anche essere analizzato sotto un altro punto di vista.
«Tutti i cittadini hanno lo stesso diritto di parcheggiare. Soprattutto in un autosilo così centrale come quello del Tribunale. I vecchi privilegi come queste tessere gratuite ormai non hanno più senso. Se invece il Comune di Como riuscisse a farsi dare il contributo dal ministero, lo si potrebbe usare per creare un servizio di navette per trasportare i dipendenti che potrebbero usare il parcheggio in Valmulini», dice Mauro Antonelli, responsabile lariano del Codacons.

Nella foto:
Sopra e a destra, l’autosilo di via Auguadri a Como, al centro della diatriba

Articoli correlati

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.