Il legale dei Castagna: «Che questa sia davvero l’ultima puntata»

Gli avvocati Manuel Gabrielli e Francesco Tagliabue

Parlano i legali delle vittime, le famiglie Castagna e Frigerio

La decisione della Corte d’Appello di Brescia ha suscitato le reazioni dei legali delle vittime della strage di Erba. «Ci auguriamo che questa sia l’ultima puntata della vicenda che ogni volta non fa altro che riportare alla memoria il dramma della famiglia Castagna», dichiara l’avvocato comasco Francesco Tagliabue.

Gli avvocati Manuel Gabrielli e Francesco Tagliabue © Vacca | Gli avvocati Manuel Gabrielli e Francesco Tagliabue

«Al di là di quello che possano sostenere i legali della difesa – aggiunge Tagliabue – questo provvedimento entra nel merito della vicenda e spiega direttamente il motivo per cui le istanze sono inammissibili. A questo punto crediamo che non vi siano ulteriori spazi per altri ricorsi fondati. Speriamo davvero di poter chiudere definitivamente la vicenda».

Il legale della famiglia Castagna spiega poi come i suoi assistiti, il padre Carlo e i figli Beppe e Pietro, che nella strage di Erba persero la sorella Raffaella, la madre Paola e il nipotino Youssef, non siano certo né soddisfatti né compiaciuti della decisione del Tribunale.
«Per noi si tratta solo della conferma del provvedimento e delle analisi effettuate nella sentenza di condanna di primo grado, confermata in Appello e in Cassazione – sottolinea – Il giudice spiega bene come le nuove richieste siano generiche ed esplorative e che non potrebbero portare a risultati tali da controvertire gli stessi risultati usciti dalla sentenza. Tutti gli elementi che sono stati chiesti di esaminare erano già presenti allora» conclude Tagliabue.

«Come avvocato della parte civile sono contento della decisione – commenta a sua volta Manuel Gabrielli, legale della famiglia di Mario Frigerio e Valeria Cherubini – Mi auguro che si possa mettere finalmente la parola fine su questa vicenda nell’esclusivo interesse delle vittime e dei loro familiari, che ogni volta provano ancora un enorme dolore».

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