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«Queste critiche fanno male al turismo»

«Schieppati è un giornalista di lungo corso e conosce molto bene il territorio lariano. Dovrebbe sapere che innescare certe polemiche non fa il bene del turismo».Andrea Camesasca, vicepresidente dell’associazione provinciale degli albergatori lariani, controbatte alle critiche, apparse ieri su queste colonne, del direttore editoriale della nota rivista enogastronomica “Artù”.Nel suo intervento, Alberto Schieppati aveva messo in luce carenze nei servizi del territorio, scarse

qualità e serietà di alcuni operatori.«È inutile che ci nascondiamo dietro a un dito. Qualche problema c’è, è evidente, ma tutti i territori hanno delle lacune, anche quelli più attrezzati a livello turistico – dice Camesasca – C’è chi si diverte a sottolineare solo le mancanze e prova piacere nel criticare. Ma dobbiamo guardare anche alle cose belle».Camesasca fa poi riferimento anche alle lamentele dei turisti trevigiani per i prezzi dei ristoranti di Como, giudicati troppo cari.«Non è importante se la cotoletta costa 10 o 17 euro, è importante che sia buona. Io sono appena tornato dalla Grecia. Lì c’è una crisi profonda, ma i ristoranti non hanno certo abbassato i prezzi. Le cotolette costano così anche in Grecia».Il vicepresidente degli albergatori spiega come la stagione estiva sia stata molto positiva per il territorio a livello turistico.«Gli stranieri continuano ad aumentare, lo dice anche Schieppati – commenta Camesasca – Quindi significa che qualcosa di buono è stato fatto da questo territorio. Certo, le collaborazioni tra pubblico e privato sono fondamentali. Si vedano gli esempi del Patria e del lungolago. E serve anche un po’ di ottimismo».L’imprenditore alberghiero fa ancora riferimento ai dati. «Quelli presentati a giugno collocano Como e il Lario al top della Lombardia – spiega – Luglio e agosto sono andati bene. Abbiamo clienti russi ormai stanziali. Ci sono cose ancora da migliorare, ma diamo al settore anche il tempo necessario. La passione, l’onestà e la volontà ci sono. Certo, si dovrebbe eliminare anche un po’ di burocrazia».Camesasca poi parla dell’Altolago.«La cotoletta costa 17 euro anche in Altolago – dice – Ho trascorso una settimana presso amici ristoratori. Da qualcuno ho mangiato molto bene, da altri un po’ meno. Ma non mi è mai capitato di vedere un turista non soddisfatto nei ristoranti».

P. An.

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