Il nuovo questore di Como: «Accoglienza, problema impegnativo»

«Il problema dell’accoglienza dei migranti rimane al momento quello più impegnativo da gestire. Il modello attuale di Como funziona. Non penso a un secondo centro di accoglienza, ma piuttosto a eventuali trasferimenti in caso di numeri troppo elevati e a iter burocratici più veloci possibili. L’unica vera soluzione poi sarebbe la ripresa economica».
Entrato in servizio a Como il primo luglio scorso, il nuovo questore Giuseppe De Angelis si occupa già da anni della gestione dei fenomeni migratori e delle problematiche legate alla questione. Ha vissuto direttamente anche l’emergenza che si è verificata l’estate scorsa nel capoluogo dall’ufficio della Direzione Centrale Immigrazione e polizia delle frontiere, dove fino al giugno scorso ha ricoperto il ruolo di direttore del servizio Polizia delle frontiere e degli stranieri.
«La polizia di frontiera di Ponte Chiasso dipende dall’ufficio centrale del quale ero direttore – ha spiegato ieri De Angelis nel primo incontro con la stampa – Ho seguito da vicino la situazione ma anche, negli anni, in senso più ampio la questione dell’immigrazione. Ho visto da vicino il cambiamento nella gestione delle frontiere dell’Unione Europea. La situazione a Como e in questa zona è precipitata quando la Francia ha deciso di sospendere l’applicazione di Schengen».
Il centro di accoglienza aperto a Como lo scorso anno al momento è di fatto pieno e difficilmente potrebbe far fronte ad una eventuale nuova impennata degli arrivi. «L’ipotesi dell’apertura di un nuovo centro si scontrerebbe con altre istanze, scelte così importanti devono essere ben ponderate – ha sottolineato il nuovo questore – Credo che la soluzione attuale istituita in città sia il modello corretto. La prima misura, in caso di arrivi numericamente importanti, sarebbero i trasferimenti in altri centri». «Capisco poi anche il senso di impotenza o la preoccupazioni dei cittadini che vedono queste persone bivaccare o vagare senza nulla da fare – ha aggiunto De Angelis – I cittadini fanno bene a chiedere sicurezza, ma posso assicurare che il contrasto e la prevenzione dei comportamenti illeciti c’è, funziona e naturalmente proseguirà».
Pensando ancora ai cittadini comaschi, il questore li invita a far sentire la propria voce. «La polizia da tempo non è più autoreferenziale – ha ricordato ieri – Uno dei sensori importanti per noi sono proprio le richieste e le preoccupazioni dei cittadini. Invito i comaschi a interfacciarsi con noi, a chiamare, a confrontarsi. All’ufficio relazioni con il pubblico abbiamo agenti che si occupano esclusivamente di questo».
Nato a San Giovanni Rotondo, in provincia di Foggia, 58 anni, sposato e padre di due figli, laureato in giurisprudenza all’Università di Bari, Giuseppe De Angelis è entrato nell’amministrazione della Polizia di Stato nel 1986 dopo un breve periodo trascorso nell’Esercito italiano come ufficiale di complemento. Nelle prossime settimane, il nuovo questore completerà la conoscenza del territorio lariano. «Abituato alla realtà milanese – ha anticipato ieri – posso dire che per quanto riguarda la città si tratta di un’area sulla quale è abbastanza semplice organizzare le pattuglie. Diverso invece il discorso del territorio».
Anna Campaniello

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