Quindicimila euro in contanti per “taroccare” le partite

Calcioscommesse
(m.pv.) Quindicimila euro. Era il corrispettivo, secondo quanto dichiarato da Carlo Gervasoni – il pentito del calcio scommesse – promesso dagli “zingari” in caso di raggiungimento del risultato fissato in anticipo. È l’ennesimo elemento che emerge dalle dichiarazioni verbalizzate dell’ex calciatore del Como, che nel suo interrogatorio di fronte ai magistrati della Procura di Cremona ha finito con il chiamare in causa molte altre persone. Tra queste anche il comasco Davide Caremi «coinvolto», secondo Gervasoni, nella combine tra Pisa e AlbinoLeffe.
«Se non ricordo male gli slavi ci avevano anticipato 10 mila euro a testa – ha detto ai magistrati “Gerva” – per ciascuno dei suddetti giocatori che partecipavano all’accordo. Se non ricordo male – ha poi concluso Gervasoni – la somma ci venne consegnata all’esterno, non ricordo dove, qualche giorno prima dell’incontro. Naturalmente si trattò di contanti». Intanto gli interrogatori riprenderanno dopo l’Epifania. In programma l’audizione di Cristiano Doni (l’11 gennaio), ex capitano dell’Atalanta.

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