Quindicimila fedeli hanno seguito la processione del Venerdì santo

La processione del Venerdì santo

In quindicimila, tra fedeli e curiosi, assiepati lungo le vie della città hanno seguito il giro “corto”. La processione del Venerdì santo ha richiamato, come da tradizione, persone da ogni parte della provincia. Il corteo è partito poco prima delle 15 da basilica di viale Varese e poi, attraverso via Cattaneo e via Cadorna e arrivato in via Milano all’altezza della chiesa di San Bartolomeo. Qui il Vescovo ha benedetto la città ricordando il miracolo avvenuto esattamente 490 anni fa, il 25 marzo 1529. Poi da lì, sempre attorniato da due ali di folla, il santo Crocefisso, accompagnato in prima fila dal vescovo di Como Oscar Cantoni è ritornato in viale Varese. Non si è arrivati in piazza Cavour. In molti hanno potuto seguire ogni momento della processione grazie alla diretta di due ore di Etv , che ieri pomeriggio ha seguito la ricorrenza religiosa anche con un drone. Infine in chiesa il vescovo si è rivolto alla città. «Il Signore non fa distinzione di persone: ama e accetta tutti, credenti e non, a tutti volge il suo sguardo, che non è mai di giudizio, ma di grande compassione e di misericordia, di cui ha tanto bisogno il nostro mondo oggi – ha detto il vescovo – Non è indifferente alle persone perché il Crocifisso Signore non mette ai margini nessuno, così che tutti possono sentirsi oggetto dell’amore di Dio, tanto preziosi al suo cuore, attesi nei tempi e nei modi che solo Lui conosce. Il Signore sa quando e come recuperarci al suo amore, così che il nostro cuore si intenerisca, si rinnovi, sappia sciogliere i pesi che ostacolano la crescita della nostra umanità più vera».
Parole che hanno toccato i presenti raccolti in preghiera. «Quando estromettiamo Dio dalla società, rischiamo, alla lunga, di costruire una civiltà disumana, che aggiunge ulteriori ferite e sofferenze, nuove divisioni e amare lacrime – ha detto il vescovo – Ecco perché rilancio un messaggio urgente e inequivocabile: è ora di tornare a Dio. Il Crocifisso risorto, che noi vogliamo venerare, mentre lo baciamo, è Colui che fa di noi una nuova creatura, che promuove il bene comune».

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