Quota cento, tanti i comaschi che chiedono informazioni sulle nuove pensioni
Cronaca

Quota cento, tanti i comaschi che chiedono informazioni sulle nuove pensioni

C’è chi inizia a fare i conti e, raggiunta “quota 100”, sta chiedendo informazioni pratiche. I futuri pensionati del governo giallo – verde non vogliono perdere tempo e – nella speranza che nulla cambi – iniziano a rivolgersi, anche a Como, ai patronati cittadini per capire come muoversi. Per ragionare su come arrivare al traguardo della pensione.
Come noto infatti la riforma voluta dalla Lega è giunta a destinazione, salvo modifiche dell’ultima ora e in attesa dell’approvazione della legge di bilancio.
La nuova misura previdenziale consente di andare in pensione all’età di 62 anni purché nel contempo si abbiano almeno 38 anni di contributi, favorendo così chi ha iniziato a lavorare in età molto giovane e agevolando il ricambio generazionale.
Quota 100 quindi permetterà di ritirarsi dal lavoro con circa 5 anni di anticipo rispetto a quanto previsto dalla pensione di vecchiaia, per la quale nel 2019 l’età pensionabile sarà aumentata a 67 anni.
«In tanti già da tempo, da quando si profilavano queste novità all’orizzonte, hanno cominciato a chiamarci per avere dettagli. Per chiederci di realizzare delle proiezioni in base ai loro casi singoli – spiega Salvatore Monteduro, segretario provinciale Uil – E sicuramente d’ora in pi aumenteranno le richieste». Anche se bisognerà innanzitutto «attendere la versione definitiva della legge di bilancio e le successive circolari applicative dell’Inps. Questo perchè ci son ancora dei nodi insoluti. Ad esempio – spiega Monteduro – bisogna ancora capire come comportarsi con eventuali periodi di contribuzione figurativa oppure se il lavoratore ha una gestione separata rispetto all’Inps. Insomma ci sona ancora dubbi da chiarire. Ma soprattutto chi ha 41 anni di contributi ma meno di 62 anni di età? Come ci si dovrà comportare? Sarà possibile lasciare il lavoro prima della soglia attualmente prevista per i trattamenti di vecchiaia ? E infine come dovranno essere trattati gli appartenenti a categorie di lavori usuranti?», aggiunge Monteduro.
Il nuovo sistema dovrebbe dunque scattare da febbraio, quando cioè i lavoratori che hanno raggiunto i requisiti richiesti potranno inviare la richiesta all’Inps. Ma per lasciare i rispettivi posti di lavoro bisognerà attendere le cosiddette “finestre di uscita”’ che scatteranno ogni trimestre. Si partirà da aprile 2019, poi luglio, ottobre e gennaio 2020.
«Abbiamo ricevuto anche noi delle richieste – interviene Mauro Girola direttore provinciale Inca Cgil – Le persone sono interessate a capire, in prospettiva futura, se rientrano nei parametri di quota 100. Ma allo stato attuale dei fatti è difficile dare una risposta completa. A livello generale la riforma ha degli aspetti positivi come l’aumento della flessibilità in uscita ma esistono anche dei dubbi sulla risorse finanziarie necessarie a coprire questa manovra».
Per le donne si proroga “Opzione Donna” che permette alle lavoratrici con 58 anni, se dipendenti, o 59 anni, se autonome, e 35 anni di contributi, di andare in pensione. «In effetti anche da noi ormai da tempo, viste le imminenti novità si sono presentati in molti per chiedere delle informazioni – spiega Giovanna Tettamanti, che si occupa dell’Inas di Como, il patronato della Cisl dei Laghi – Adesso sicuramente aumenterà il numero di quanti vorranno informazioni. Per ora non possiamo che spiegare i dettagli ma poco di più visto che la legge non è ancora stata approvata».

16 ottobre 2018

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Lorenzo Morandotti lmorandotti@corrierecomo.it


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