Raffica di furti a Gravedona. In manette finiscono due donne

Indagini dei carabinieri
Non ha fatto in tempo a uscire dal carcere, lo scorso 3 febbraio, che la tentazione è subito tornata ad impossessarsi di lei. È stato infatti sufficiente un passaggio in auto offerto da una donna 60enne lungo la strada che da Stazzona porta a Gravedona, per farla tornare a delinquere: da quell’auto, infatti, l’autostoppista di Stazzona, 44 anni, è scesa con il portafoglio della vittima. Quest’ultima si è subito accorta del furto e ha allertato i carabinieri che hanno rintracciato la
ladra all’ospedale di Gravedona in sella ad una bicicletta non sua. Inevitabile l’arresto e, ieri mattina, il processo per direttissima in tribunale a Como dove la donna ha chiesto i termini a difesa.
Tornerà in aula il prossimo 23 febbraio e nel frattempo è già tornata in carcere. La 44enne di Stazzona è anche sospettata (e avrebbe ammesso le sue responsabilità) per altri furti avvenuti all’ospedale di Gravedona e denunciati da pazienti e medici, tutti iniziati – da quanto avrebbero riscontrato le forze dell’ordine – proprio dai primi giorni di febbraio in concomitanza con l’uscita dal carcere della sospettata.
E sempre a Gravedona i carabinieri del paese hanno lavorato ad un altro furto avvenuto nella casa di riposo San Vincenzo. A sparire in questo caso è stato un anello in oro bianco con solitario del valore di 450 euro di proprietà di una infermiera. Le indagini hanno permesso di rintracciare l’oggetto prezioso nel portacellulare di un’altra infermiera che è stata arrestata: si tratta di una 50enne di Garzeno. Anche quest’ultima è stata processata per direttissima e ha chiesto i termini a difesa.

Mauro Peverelli

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