Cronaca

Raffica di telefonate ai centri di assistenza: «Che cosa devo fare?»

Gli sportelli dei Caf
(m.d.) La Tasi si materializza via telefono, e sono moltissime le richieste di informazioni che arrivano ogni giorno ai centralini dei Caf. I tanti che invece bussano di persona alle porte dei centri di assistenza fiscale pensano, in questi giorni, quasi esclusivamente al 730, visto che anche per le dichiarazioni dei redditi la scadenza è vicina perché al 31 maggio manca soltanto una decina di giorni.
Ma la nuova “Tassa sui servizi indivisibili”, l’imposta che in parte sostituisce l’ormai già superata Imu (almeno sulle prime case) e che si interseca con l’altrettanto nuova Tari, il “Tributo asporto rifiuti” che altro non è che la vecchia tassa sui rifiuti, resta per tutti i contribuenti un mistero. Chi telefona ai Caf, infatti, non vuole tanto capire che cosa sia questa benedetta Tasi, ma soltanto avere chiarimenti su ciò che deve fare. Insomma, vuole capire di che morte deve morire.
«Riceviamo tantissime telefonate di cittadini che chiedono informazioni sulla nuova Tasi – conferma Roberta Seveso, responsabile dei Caf comaschi della Cisl – Chi invece viene di persona ai nostri sportelli presenti sul territorio, in questi giorni si occupa soltanto del modello 730, cioè della dichiarazione dei redditi».
Le telefonate sono per lo più richieste di aiuto: il cittadino-contribuente vuole insomma sapere che cosa deve fare per mettersi in regola con la Tassa sui servizi indivisibili.
«Le numerose richieste di informazioni che riceviamo non riguardano tanto che cos’è la Tasi, come funziona, quali tributi comprende e così via – spiega Roberta Seveso – Chi telefona chiede se possiamo calcolare noi l’importo da pagare, quali documenti deve portare, quando deve venire e se dovranno pagare tanto o poco».
La prima rata della Tasi dovrebbe venir pagata entro il 16 giugno, tra meno di un mese (la seconda è fissata per il 16 dicembre). Entro il 23 maggio tutti i Comuni avrebbero dovuto stabilire le aliquote necessarie per calcolare l’ammontare della tassa, e le relative delibere si sarebbero dovute pubblicare sul portale del federalismo fiscale (www.portalefederalismofiscale.gov.it) entro il 31 maggio. Ma moltissimi Comuni sono in ritardo, molti altri sono immersi nelle imminenti elezioni amministrative (si voterà domenica prossima, 25 maggio), dunque le aliquote sono in alto mare. E il governo, ieri in serata, ha accolto la richiesta, che giungeva da più parti, di slittamento della prima rata. I cittadini dei Comuni che entro il 23 maggio non avranno fissato le aliquote dovranno pertanto pagare nel prossimo mese di settembre.
«Chi chiama vuole attrezzarsi per tempo per pagare la Tasi – aggiunge la responsabile dei Caf – Ad oggi, però, ancora non si sa bene come va pagata, quanto si deve versare e quando. Anche se tutti i Comuni riuscissero all’ultimo momento a stabilire le aliquote – obiettava ieri mattina – come faremmo, nei pochi giorni che mancano al 16 giugno, a smaltire tutte le richieste di assistenza fiscale dei contribuenti? Molti residenti sul Lario, inoltre, possiedono case in altri Comuni d’Italia, al di fuori del Comasco: è difficile in pochi giorni recuperare le delibere dei Comuni fuori provincia».

20 Mag 2014

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