Raimondo D’Inzeo: Cernobbio ricorda la sua signorilità

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Un minuto di silenzio, su tutti i campi italiani, per la scomparsa di Raimondo D’Inzeo (nato a Poggio Mirteto nel 1925), morto a Roma venerdì. Cavaliere e campione olimpico ai Giochi di Roma 1960, due volte campione del mondo. Otto presenze alle Olimpiadi (oltre all’oro di Roma, due medaglie d’argento e tre di bronzo): con il fratello Piero (di due anni maggiore) è l’atleta italiano che vanta il maggior numero di partecipazioni ai Giochi.
Figli di un ufficiale di Cavalleria e maestro

di equitazione, Piero e Raimondo D’Inzeo avevano il “destino” segnato. Con Graziano Mancinelli (1937-1992, un oro olimpico) hanno fatto grande la squadra di equitazione italiana, per tanti anni invincibile.
E in passato i fratelli D’Inzeo e lo stesso Mancinelli sono stati protagonisti, decenni fa, del Concorso ippico che veniva disputato nel galoppatoio di Villa Erba a Cernobbio. Non una presenza con “toccata e fuga”: chi abitava nella località sulle rive del Lario e aveva conosciuto i tre cavalieri, li ricorda per la loro affabilità e per come amassero soggiornare nel Comasco, non solo per la competizione, ma anche per godersi il clima del lago.

Guido Capizzi

Nella foto:
Raimondo D’Inzeo

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