Rallenta la crescita delle industrie lariane. Ma arrivano segnali positivi da artigianato e costruzioni

Un artigiano intarsiatore

In riva al Lario il 2014 si è chiuso con la produzione industriale in crescita dell’1,4%, ma l’aumento è inferiore a quelli registrati in precedenza. Nello scorso anno, infatti, gli incrementi dei volumi produttivi sono stati pari al 3,3% nel primo trimestre, dato poi sceso all’1,7% nel secondo e risalito al 2,5% nel terzo, per poi calare a quota +1,4% nell’ultimo trimestre.
La ripresa, dunque, tira ancora il freno in provincia di Como e la situazione peggiora se si guarda all’intera Lombardia, dove la crescita è stata solo dello 0,2%.
I dati diffusi ieri dalla Camera di Commercio di Como sulla congiuntura del quarto trimestre delineano un quadro a tinte fosche per l’industria lariana. «Complessivamente la performance comasca è stata migliore di quella lombarda che, con il suo rallentamento, potrebbe generare qualche allarme», si legge nel rapporto redatto dall’ente di via Parini. In riva al Lario il fatturato cresce sia sul mercato estero (+3,9%) sia su quello interno (+2,1%), con un incremento complessivo pari al 2,8%.
A preoccupare è l’andamento degli ordini, in calo dell’1,3% sul fronte estero e fermi su quello interno. In entrambi i casi, sono in peggioramento rispetto al precedente trimestre, il terzo, quando erano in aumento dell’1,7% all’estero e dell’1,2% in Italia.
Segnali positivi arrivano invece dall’artigianato. La produzione aumenta dello 0,8%, in linea con il fatturato che cresce sia sul fronte interno (+0,6%) sia su quello estero (+2,1%). La quota di ricavi realizzati dalle imprese artigiane all’estero è però tuttora limitata (11,9% sul totale del fatturato), anche se il trend è in crescita. «Ordini e aspettative restano tuttavia negativi, mostrando la fragilità del ciclo», sottolinea la Camera di Commercio.
Buone notizie anche dal settore delle costruzioni, che potrebbe aver toccato la fine del precipizio, visto che a Como, nel quarto trimestre del 2014, il fatturato è cresciuto del 3,4%.
Resta invece in crisi il commercio, che alla fine dello scorso anno ha registrato una nuova flessione del fatturato, diminuito del 2,5%, un dato tra i peggiori in Lombardia, superiore solo a quello della provincia di Bergamo (-2,8%). «Le aspettative degli imprenditori – spiegano gli esperti di via Parini – non lasciano presagire un cambio di rotta».
Va meglio alla grande distribuzione che a Como ha chiuso l’anno con un aumento del 2,1% del valore complessivo delle merci vendute pur se a fronte di una contrazione dello 0,6% delle quantità vendute.
Anche nel settore dei servizi, infine, prevalgono le difficoltà, con fatturati ancora in calo (-0,9%). «Non si assiste ancora al tanto agognato rimbalzo dopo oltre tre anni di contrazioni – si legge nel rapporto della Camera di Commercio – Le previsioni restano pessimistiche».

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