Università sotto esame. La laurea di miglior ateneo italiano spetta a Verona mentre l’Insubria si piazza al 32esimo posto, in calo di 5 posizioni rispetto alla graduatoria del 2015. Questi i primi risultati della nuova edizione dei ranking universitari del “Sole 24 Ore”.
Lo studio si basa sull’analisi di 12 indicatori e differenzia ovviamente le università statali da quelle non statali (in questo secondo caso a vincere la sfida è la Luiss di Roma, dietro la Bocconi e sul gradino più basso del podio San Raffaele di Milano). È però analizzando i diversi indicatori che compongono la classifica che emergono le indicazioni più interessanti. A partire dalla percentuale di studenti che hanno trovato un’occupazione a distanza di un anno dal titolo: un ragguardevole 80,3%. Percentuale che piazza l’Università degli Studi dell’Insubria al quinto posto, proprio insieme all’università di Verona che si è aggiudicata il titolo (a livello generale seconda si piazza Trento e terzo l’ateneo di Bologna).
In tema di dispersione universitaria va inoltre evidenziato come il 71,1% di immatricolati si è poi iscritto nuovamente al secondo anno e all’Insubria il 100% dei giovani idonei ha ricevuto la borsa di studio per la quale era in lizza. Alta anche la percentuale di crediti ottenuti in stage sul totale: ci si assesta sul 10,9%. Numeri che piazzano l’Università dell’ Insubria al secondo posto, soltanto dietro Brescia. Alcuni fattori, questi, che si traducono anche nel voto dato dagli stessi studenti all’ateneo che è di 7,6.
Piazzamento da retroguardia invece per l’attrattività dell’ateneo sulle immatricolazioni in arrivo da fuori regione con solo un 3,8% e una 46esima posizione complessiva sui 61 atenei che compongono la graduatoria delle università statali. Bassa anche la capacità di attrarre risorse per progetti di ricerca, che è ferma a un risicato 0,7.
Proseguendo poi nell’elenco delle voci esaminate dallo studio si vede come il numero medio di docenti di ruolo nelle materie base e caratterizzanti per il corso di studio è di 9,8. Dato questo che colloca l’Università dell’Insubria al 49esimo posto. Infine, tema di particolare interesse e importanza è la qualità dei dottorati. Ovvero i giudizi ottenuti dall’alta formazione nella valutazione Anvur (Agenzia nazionale di valutazione del sistema universitario e della ricerca) che si fermano a quota 1 (24esima posizione insieme ad altri 9 atenei). In conclusione, tornando per un attimo alla graduatoria a livello nazionale, detto dei primi tre gradini del podio, bisogna guardare anche nelle retrovie. In 59esima posizione si piazza Cagliari, dietro l’università della Calabria e infine, sul gradino più basso la “Parthenope”
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