Rapina a Novazzano, la matrice è lariana: 40 mila franchi il bottino

Una fase della rapina nelle immagini diffuse dalla Polizia cantonale Una fase della rapina nelle immagini diffuse dalla Polizia cantonale

Quarantamila franchi in contanti. Sarebbe questo l’ammontare del colpo andato in scena lunedì al distributore di Novazzano in Canton Ticino. Assalto che avrebbe una matrice comasca, quantomeno in chi ha materialmente compiuto l’azione e, forse, anche in chi ha ideato il colpo. È questo quantosembra emergere in seguito agli arresti compiuti dalla polizia cantonale pochi attimi dopo l’assalto e grazie a preziose – se non fondamentali – informazioni giunte in tempo reale dai carabinieri della compagnia di Como. A dimostrazione che quando si collabora e non ci si trincera dietro inspiegabili prese di posizione (e il recente caso degli agenti di polizia fermati e interrogati in Ticino è troppo fresco per non ricordarlo), i risultati arrivano e sono dirompenti. Perché, per usare le parole del comandate della polizia cantonale, Matteo Cocchi, «è stato come iniziare una partita e segnare dopo tre minuti».
Quarantamila franchi, dicevamo, sarebbe il bottino. Un valore di tutto rilievo considerato che si tratta solo di contanti e che erano appena le 15.30 di lunedì. Il condizionale sulla cifra va però mantenuto, perché le verifiche sono in corso. Di certo si sa che gli esecutori erano di origine comasca (senza dubbio almeno due dei sei arrestati) oppure calabresi ora dimoranti in Svizzera tra Morbio e Vacallo. Era invece di Como città il 41enne che ha assaltato materialmente il distributore. Con lui c’era anche un 35enne (calabrese ma residente a Morbio).
Pistola in pugno e con il volto coperto dal casco hanno rapinato l’incasso e sono fuggiti in moto su una Ducati nera poi trovata abbandonata a Vacallo. Ma gli inquirenti sapevano già dove andare a prendere loro e chi li proteggeva in un appartamento di Vacallo. Così hanno prima arrestato le vedette (un 44enne cresciuto a Como e oggi a Vacallo, e un 39enne), poi hanno fatto irruzione nell’appartamento dove si nascondevano i rapinatori con ancora addosso gli indumenti usati per la rapina. In casa con loro il minorenne (17 anni) mentre la donna (35 anni, moglie del 44enne comasco) è stata presa in un secondo momento a Chiasso. Quest’ultima e il minorenne sono gli unici svizzeri. Il bottino era in parte stato spartito e in parte nascosto nella cappa del camino. I dettagli dell’operazione sono stati illustrati al Centro di Cooperazione di polizia di Chiasso alla presenza anche del colonnello dei carabinieri di Como Roberto Jervolino, del tenente colonnello Luca Cristalli (coordinatore italiano al Ccpd) e del tenente dei carabinieri Giacomo Conte (Nucleo operativo e radiomobile).

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