Rapina in centro a Como, banditi ripresi dalle telecamere
Cronaca

Rapina in centro a Como, banditi ripresi dalle telecamere

La vetrina svaligiata (foto Nassa)

Sono stati ripresi dalle telecamere i due rapinatori che con pistola, ascia e spray urticante, hanno colpito nel cuore di Como, la gioielleria Pennacchioli in via Vittorio Emanuele, davanti a Palazzo Cernezzi. Un blitz in pieno giorno, poco prima delle 10.30, in una zona in cui sono attive diverse telecamere. Ieri, il Comune di Como, ha consegnato i filmati ai carabinieri. Gli inquirenti confidano di ricavarne elementi utili per risalire ai malviventi. Certo, gli “occhi” che vigilano su quella zona della città, non sono tra i più moderni e quelli con la migliore risoluzione, ma i filmati non sarebbero l’unico elemento nelle mani di chi sta indagando. La cautela fra i tutori dell’ordine è comunque massima.

«I carabinieri stanno lavorando intensamente e noi li supportiamo – spiega il questore di Como Michelangelo Barbato – Comprendo che soprattutto la zona del colpo faccia scalpore. I malviventi si sono camuffati tra le persone, sicuramente avevano qualcuno anche all’esterno della gioielleria a dar loro indicazioni». Il capo della polizia di stato lariana spiega come siano stati rafforzati i controlli nella città murata, anche per il previsto afflusso di turisti durante i ponti primaverili e la Pasqua.

Secondo la Lega Nord, invece, è venuto il momento di difendersi, anche da soli. «Il 19 aprile viene discussa la nostra proposta di legge sulla legittima difesa», ricorda l’onorevole canturino Nicola Molteni. «Deve esserci il diritto di difendersi quando si è nel domicilio e in un’attività commerciale sensibile, come una gioielleria, una stazione di servizio o una tabaccheria – ribadisce Molteni – Non vogliamo il Far West, anche se praticamente già ci siamo. Chiediamo una legge che chiarisca in modo chiaro e non interpretabile chi è il delinquente e chi la vittima. Ci si deve poter difendere senza temere di incappare in un processo». Questo, secondo Molteni, anche

Nicola Molteni

perché si commettono crimini sempre più cruenti. «Dieci anni fa c’erano i topi d’appartamento, ora siamo passati alle bande di criminali che non si curano della presenza delle vittime. E solo il 6% di chi commette un furto finisce in manette. Non siamo per i cittadini-Rambo, ma per la sicurezza in casa e nei negozi». E ieri Molteni ha affrontato la questione anche a Roma, durante una conferenza del Sap, Sindacato autonomo di polizia, sui temi della sicurezza urbana, durante la quale le forze dell’ordine hanno lanciato un grido di allarme. «Oggi mancano 45mila uomini in divisa, in Italia, 17-18mila solo nella polizia di Stato, dove l’età media è salita notevolmente. Servono uomini e mezzi. Strumenti maggiori per il controllo del territorio per prevenire fatti di cronaca come quello di Como». «Furti e rapine negli ultimi dieci anni sono aumentati del 127 e del 197% – ricorda Molteni – e c’è un’insicurezza diffusa, al di là di quello che dice il ministero». Le risorse sono sempre più scarse. «Il decreto Minniti stanza 0 euro per la sicurezza urbana – attacca Molteni – Occorre un maggiore e migliore utilizzo della tecnologia, con videosorveglianza e videocamera anche sulle divise degli agenti in servizio. Invece si parla di chiudere 267 uffici tra polizia postale, stradale e di frontiera. Assurdo».

Paolo Annoni

30 marzo 2017

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