“Rapina del secolo” in autostrada: ci sono due nuovi indagati

A quattro anni di distanza da quella che fu definita la rapina del secolo, con oltre 10 milioni di euro in lingotti d’oro fatti sparire da una banda di una ventina di uomini che mise a ferro e fuoco la A9 nei pressi di Turate, e dopo soprattutto due condanne a 30 e 20 anni per quelle che furono ritenute essere le menti del colpo, le indagini tornano clamorosamente a riaprirsi. La squadra Mobile di Como e la Procura della Repubblica (pm Antonio Nalesso) sarebbero infatti venute in possesso di nuovi e importanti elementi per risalire a una parte del gruppo di fuoco che a colpi di kalashnikov crivellò i blindati che trasportavano l’oro. Oro che, lo ricordiamo, fu poi fatto sparire nel nulla nel modo più incredibile: le auto dei rapinatori lasciarono l’autostrada attraverso un varco aperto nel guard rail e i lingotti furono infine caricati su un camion con cassone (scoperto e senza teloni) che poi si allontanò dal punto del colpo in concomitanza con il precipitarsi sul posto di decine di uomini delle forze dell’ordine.
L’autostrada era in precedenza stata cosparsa di chiodi a quattro punte e alcuni tir erano stati dati alle fiamme per impedire alla polizia di arrivare presto nel punto della rapina. Da quanto è stato possibile accertare, ora sarebbero altre due le persone iscritte sul registro degli indagati, soggetti che non erano stati inseriti tra i sospettati in un primo momento. Si tratterebbe di un 41enne di Andria e di un 44enne di Catania. L’accusa sarebbe quella di concorso nella rapina della A9. Alla base di questo colpo di scena in merito a uno dei fatti di cronaca più clamorosi degli ultimi anni – un solo lingotto del totale da dieci milioni di euro fu recuperato – ci sarebbero come detto sviluppi e nuovi elementi che sarebbero emersi in queste ultime settimane ma su cui incombe il più assoluto riserbo. I due nuovi indagati – che sarebbero già stati raggiunti da avvisi di garanzia – erano già detenuti per altra causa.
I banditi, nel corso della rapina in A9 che andò in scena tra Saronno e Turate, esplosero 57 colpi di kalashnikov contro i due furgoni blindati.
Tra le accuse portate in aula nel primo processo che si è già svolto, ci furono non solo quella di rapina ma anche quella del furto dei mezzi che servirono per bloccare l’autostrada, l’interruzione di pubblico servizio e il danneggiamento.
Le indagini presero il via da una ricarica telefonica ritrovata dalla Mobile di Como in un capannone dove vennero tenuti i camion poi incendiati e usati dalla banda per bloccare la A9 consentendo di portare a termine la rapina indisturbati. Il furgone blindato che fu assaltato trasportata 10 milioni di euro, quasi tutti in lingotti. Uno solo di questi (da sei chili, del valore di 200 mila euro) fu rinvenuto nel vano dell’ascensore della casa, in Puglia, di uno dei due condannati.
Mauro Peverelli

Articoli correlati