Rapinese: «Balocchi, il bando è una provocazione. Gli sconti sul suolo pubblico sono un regalo di Natale»

Città dei Balocchi 2019

«Le linee guida per il bando degli eventi natalizi sono una provocazione». Alessandro Rapinese, capogruppo a Palazzo Cernezzi della lista Rapinese sindaco, si scaglia contro la delibera con cui la giunta ha stabilito i criteri di base per la «Realizzazione degli eventi natalizi nel comune di Como negli anni 2020 e 2021». Il documento, pubblicato ieri all’albo pretorio, era stato in parte anticipato dal nostro giornale la settimana scorsa.
Nelle pagine della delibera sono numerose le novità introdotte dall’esecutivo, ma ciò che ha colpito di più il consigliere di opposizione, sino a spingerlo a definire il testo una «provocazione» è stata la volontà di «ridurre del 50% il canone per l’occupazione, anche a fini commerciali, del suolo pubblico» per gli espositori dell’evento. «Un regalo di Natale in piena regola», sostiene Rapinese. Che chiede di fare lo stesso con tutti i commercianti.
«Almeno quest’anno, mi sarebbe piaciuto non avere lo scandalo dei somministratori non comaschi in piazza. Si poteva evitare di far lucrare altri sul Natale della città. Nel bando avrei ad esempio inserito una clausola, una prelazione per gli esercenti comaschi che avessero voluto partecipare alla manifestazione». Ma nell’insieme, le linee guida per la futura Città dei Balocchi 2020 e 2021 non piacciano a Rapinese per molti altri motivi. Uno, apparentemente tecnico, riveste per il consigliere comunale anche una dimensione politica. «Perché – si chiede Rapinese – l’assegnazione dei vari segmenti della manifestazione dev’essere, necessariamente, unitaria e come sempre biennale? Perché dev’esserci un unico soggetto vincitore del bando quando nello stesso bando sono previste più sezioni? Ho come l’impressione che, all’apertura delle buste ci sarà, per l’ennesima volta, lo stesso identico vincitore».
Fermo restando che le manifestazioni con il pubblico rimangono sub judice a causa dell’epidemia di Covid-19 e della sua evoluzione, Rapinese si dice convinto del fatto che «la giunta non si sia soffermata nemmeno per un istante su scenari diversi, e abbia voluto semplicemente ripristinare quello che c’era prima. Un errore di prospettiva, che potrebbe penalizzare la città negandole un futuro diverso, magari migliore».
L’ultima considerazione di Rapinese è dedicata alla trasparenza, la «grande assente dalle linee guida. Il consiglio comunale ha chiesto anni fa di poter conoscere i bilanci fattura per fattura: quando sarà ascoltata la voce dei cittadini?».


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