Rapinese contro il bando degli eventi natalizi: «Non è scritto nell’interesse dei cittadini»

casette città dei balocchi

«Ancora una volta il bando degli eventi natalizi è stato formulato e organizzato nell’interesse di chi si aggiudicherà la gara e non dei cittadini comaschi».
Dopo l’ex assessore ai Servizi sociali Bruno Magatti, intervenuto ieri sulla questione con un’intervista al nostro giornale, anche Alessandro Rapinese, consigliere comunale e capogruppo della lista che porta il suo nome, giudica in modo molto negativo gli atti preparatori della gara per la concessione degli spazi cittadini finalizzati all’organizzazione degli eventi di fine anno. Atti oggetto di una piccola inchiesta pubblicata sul Corriere di Como sabato scorso.
In particolare, l’attacco di Rapinese è concentrato sulla clausola che riserva la partecipazione alla gara a chi, nei tre anni precedenti, abbia gestito almeno due volte manifestazioni «analoghe» della durata di 40 giorni e del valore superiore al milione di euro. «L’impressione – dice il consigliere comunale di opposizione – è che si voglia dare continuità a chi in passato ha già organizzato l’evento. Di certo questa clausola non sembra voler favorire la concorrenza, così come la legge invece a mio avviso imporrebbe. Quando si fa un bando si dovrebbe volere la vittoria del migliore».
Rapinese ricorda di aver già detto da tempo «chi si aggiudicherà la concessione» e di non aspettarsi «comunque alcuna sorpresa».
Ma insiste pure su un altro elemento. «In un Comune nel quale i cittadini, oggi, non possono nemmeno partecipare ai consigli comunali a causa della pandemia, siamo sicuri che tra pochi mesi si potranno portare migliaia di persone in piazza? A mio avviso – dice l’ex candidato sindaco – potrebbe essere stato da irresponsabili non aver previsto una soluzione diversa. Evidentemente, a questo sindaco il Covid non ha insegnato nulla. E meno male che è un medico, se avesse fatto un altro mestiere chissà che cosa sarebbe successo».
Al di là delle leggi, conclude Rapinese, «serve senso di responsabilità. Siamo di fronte a un bando scritto nell’interesse di chi lo vincerà e non dei cittadini. Basta vedere la scelta su piazza Roma. Un’altra promessa elettorale tradita».

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