Rapinese: «Coprifuoco per i richiedenti asilo ospitati a Como»

Coprifuoco per i migranti. Lo chiede con urgenza Alessandro Rapinese, che ieri mattina ha protocollato una mozione in Comune. Semplice il contenuto. «Per garantire una maggior sicurezza alla cittadinanza impegniamo il sindaco affinchè chieda al prefetto di anticipare alle ore 20 (fino alle 8 del mattino seguente) il rientro serale dei richiedenti asilo nelle strutture di accoglienza che si trovano nel Comune di Como».
La protesta, sotto forma di mozione, nasce sulla scia e dal clamore suscitato dagli ultimi violenti fatti di cronaca che hanno visto protagonisti alcuni richiedenti asilo. A partire dalla rissa scoppiata nella notte tra sabato e domenica a Monte Olimpino tra un cittadino di origine marocchina e tre richiedenti asilo del Gambia. Fatto che segue di poco l’aggressione a tre ragazze da parte di un 24enne nigeriano destinatario di un provvedimento di espulsione notificato il 5 agosto 2017.

Alessandro Rapinese

«Ormai la città è al tracollo. Quanto accaduto in questi ultimi giorni dimostra come si stia perdendo sempre di più la sicurezza necessaria per chi vive a Como. Se il coprifuoco dovesse diventare operativo almeno sarebbero garantite 12 ore di tranquillità, periodo in cui magari potersi concentrare su altro», spiega Alessandro Rapinese che chiude con la speranza «che ciò possa contribuire a mettere ordine in una situazione fuori controllo. La mozione andrà subito in consiglio dopo la pausa estiva e mi auguro che l’assemblea risponda a dovere», chiude Rapinese. In sintonia con questa richiesta si è subito detta anche il vicesindaco di Como Alessandra Locatelli (Lega Nord). «Si tratta sicuramente di un’idea che può essere accolta. Sono sempre di più gli episodi incresciosi. Oltre a ciò è poi necessario, e noi ci stiamo già lavorando, prevedere regole più rigide in tutte le strutture di accoglienza per evitare che luoghi non deputati a queste funzioni, vedi ad esempio quanto accaduto in passato nella parrocchia di Rebbio, si trasformino in centri di accoglienza», dice il vicesindaco.

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