Rapinese in aula per diffamazione. «Voglio un processo pubblico»

Dal tribunale
Il consigliere comunale Alessandro Rapinese, alle ultime elezioni candidato sindaco con la lista di Adesso Como, è finito ieri mattina a processo con l’accusa di diffamazione nei confronti dell’ex capo di gabinetto del Comune di Como, Tullio Saccenti, e degli avvocati Elia e Elisabetta Di Matteo.
Il capo di imputazione fa riferimento a due episodi successivi datati 10 e 16 giugno 2011, in cui il consigliere comunale prima con un articolo pubblicato sul proprio sito Internet e poi leggendo
alcune parti dello stesso in una seduta del consiglio («nonostante le reiterate ammonizioni del presidente ad evitare riferimenti personali non pertinenti»), offendeva la reputazione e l’onore di quelle che oggi sono le parti lese. Una reazione, la lettura del testo in aula a palazzo Cernezzi, successiva al sequestro dell’articolo disposto pochi giorni prima dalla Procura cittadina.
Ieri mattina, come detto, si è svolta la prima udienza. Rapinese era in aula al fianco dell’avvocato Fulvio Anzaldo, che lo assiste in questo processo, mentre le tre parti lese si sono costituite parte civile chiedendo che il processo possa continuare a porte chiuse. Istanza che verrà valutata entro la prossima udienza fissata il 1 febbraio 2013 e che non trova d’accordo l’imputato: «Voglio che si segua il rito ordinario – ha detto Rapinese – che prevede la pubblicità delle udienze del dibattimento. Del resto sono io l’imputato».

Mauro Peverelli

Nella foto:
Il consigliere Alessandro Rapinese

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